Draghi al Colle… no resta al Governo. Presto elezioni politiche… macchè nel 2023

L’editoriale del direttore Nico Perrone per Dire Oggi

ROMA – Siamo nel ‘semestre bianco’, quando le Camere non possono essere sciolte per andare al voto anticipato, e allora volano le chiacchiere sul Green pass, sul reddito di cittadinanza da mantenere o da cambiare, su Draghi da spedire al Colle o da lasciare a Palazzo Chigi. Anche i partiti che sostengono lo stesso Governo ogni giorno litigano e se le danno di santa ragione.

Il premier Mario Draghi si tiene a distanza di sicurezza, sono temi che riguardano le forze politiche, lui pensa a governare e va avanti. Al momento tutti gli occhi sono puntati alle prossime elezioni amministrative previste ai primi di ottobre. Si vota per eleggere i sindaci di grandi città e di altri mille comuni, da Nord a Sud Italia. Da questi risultati si avrà la mappa della reale forza di ogni partito e da quel momento la musica cambierà, anche se non tutto sarà chiaro.

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Vero che se il Centrodestra dovesse uscir fuori come maggioranza questo spingerebbe al voto anticipato per occupare subito Palazzo Chigi. Ma è altrettanto pacifico che in questa situazione, lo dicono i sondaggi, non è più la Lega di Matteo Salvini la prima forza ma Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E siccome da quelle parti si ripete sempre che il prossimo premier sarà chi arriva primo bisognerà vedere se Salvini rischierà oppure prenderà tempo per recuperare lo svantaggio.

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Anche sul fronte opposto forti tensioni attraversano il Pd a guida Enrico Letta e anche il M5S a guida Giuseppe Conte. Letta è in corsa a Siena per conquistare il seggio della Camera lasciato da Padoan. Partita non semplice, rischiosa, perché Siena è stata investita in pieno dalla crisi del Monte dei Paschi, storica banca cittadina. Salvini ha fiutato l’aria e ogni ora attacca il Pd, accusandolo di essere il primo responsabile di quel fallimento. Nel partito poi si è aperto un aspro scontro tra le varie anime, tra chi pensa che Draghi sia da sostenere fino alla fine e a qualsiasi costo; e chi, invece, pensa sia ormai necessario rimettere in moto il confronto politico tra destra e sinistra, arrivare presto alle elezioni, che Draghi potrebbe garantire l’Italia anche dalla posizione di Presidente della Repubblica.

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Per quanto riguarda il M5S Giuseppe Conte in questi giorni sta girando l’Italia per la campagna elettorale. Anche qui situazione complicata perché i ‘grillini’, salvo qualche eccezione, hanno scelto di correre da soli con i sondaggi che già annunciano sconfitte in ogni luogo. Per questo Conte sta spostando tutta l’attenzione su temi nazionali, come il reddito di cittadinanza che Salvini e Meloni vorrebbero cancellare. Così facendo spera di catturare l’attenzione (e il voto) di tutti i cittadini in difficoltà che lo percepiscono.

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Anche per Conte, subito dopo le amministrative, arriverà il momento della decisione: appoggiare o no l’elezione di Draghi al Colle aprendo alla possibilità di elezioni anticipate? Il grosso dei ‘grillini’, che già sa di non tornare più nelle dorate stanze parlamentari, difficilmente lo seguirà su questa linea. Per questo lo stesso Conte ha subito fatto presente che comunque anche con Draghi al Quirinale ci potrebbe essere un altro Governo che arrivi a fine legislatura. Su questa possibilità dietro le quinte qualcuno sta ragionando su chi potrebbe essere il traghettatore. Il Governo dovrebbe mantenere la caratteristica di ‘esecutivo tecnico’, benedetto da Draghi, solo così potrebbe mantenere l’attuale grande maggioranza. In quel caso, ripensando a quanto accaduto in passato con Carlo Azeglio Ciampi, ministro e premier, potrebbe essere Daniele Franco, ministro dell’Economia, a prendere il timone di Palazzo Chigi fino al 2023.

 

 

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