“Mio figlio umiliato perché siamo ebrei Non è la prima volta, ora basta tacere”

A LIVORNO
di Ernesto Ferrara
CAMPIGLIA MARITTIMA (LI) — «Zitto te, ebreo di m…brucia nei forni», gli hanno urlato. Giardini Altobelli di Venturina Terme, frazione di Campiglia, sulla costa toscana. Il vento che sferza i pini marittimi, decine di ragazzini che sciamano nel gelo della domenica tra i giochini e le panchine, cuffie alle orecchie e smartphone in mano. Nel silenzio e nell’indifferenza degli amici comincia l’incubo di A., 12 anni, padre ebreo. Due ragazzine che lo circondano, una di 13 e una di 14, un nugolo di adolescenti intorno: «Ci dà fastidio la tua voce» partono. Non sono amiche del 12 enne, frequentano tutt’altro giro. Eppure, chissà come, sanno del papà ebreo. Il ragazzino reagisce: «Non ci sto zitto». E a quel punto giù spintoni, urli, sputi. «Quando è tornato a casa aveva il cappotto pieno di sputi. Faceva come per nasconderlo. Tremava. Ora ha paura, non dormiamo da due giorni. Un ragazzino di 12 anni non può comprendere un’umiliazione così cattiva e violenta per il credo dei familiari. Non mi do pace: come hanno fatto a saperlo? Ho denunciato tutto ai carabinieri. Era già capitato in passato, alle elementari avevo trovato che gli scrivevano dei messaggini con la svastica. Non possiamo più tacere» si sfoga il papà, esponente molto conosciuto della Comunità ebraica fiorentina. E mentre la Procura presso il tribunale dei minori di Firenze è pronta ad aprire un’indagine, tutta Venturina domani sera scenderà in strada alla fiaccolata di solidarietà organizzata dalla sindaca Alberta Ticciati, Pd, a cui ha dato il suo sostegno anche l’Ambasciata di Israele. Il fantasma dell’antisemitismo riaffiora indignando la Toscana e alla vigilia del Giorno della Memoria finisce per scuotere il Paese tutto. Tanto più che non è certo un caso isolato: «Non parliamo di bravate per favore» , avverte il capo della Comunità ebraica di Livorno, Vittorio Mosseri: «Qualche tempo fa il rabbino capo fu chiamato in strada sporco ebreo», racconta. E poi una scritta comparsa a Montignoso, provincia di Massa Carrara: «Gli ebrei sono il vero virus». Il turista israeliano aggredito a Pisa in autunno e l’albero di Natale deturpato con le facce di Hitler a Montemurlo, Prato. «In Toscana il sentimento antiebraico è meno diffuso ma anche qui ora si sente», riferisce l’Osservatorio antisemitismo di Milano. «Ho paura, non capisco», continua a ripetere il piccolo. «È rimasto solo in quel momento, nessuno lo ha difeso. E questo ci sconvolge. Voglio parlare con le due ragazze», racconta Maria Elena Frongillo, la preside della media “Carducci”, quella del ragazzino. Ieri a ricreazione gli si sono fatti intorno tutti i compagni di classe, un abbraccio in cortile come a fare da scorta, a dire ti proteggiamo noi. E lui ha finalmente sorriso, nonostante lo shock e 5 giorni di prognosi. La comunità di Venturina è scossa: «Assurdo, cosa siamo diventati? » si sentiva ieri tra i passanti fuori dai bar e dai negozi turistici di via Indipendenza. Le due ragazzine accusate dell’aggressione sono già state individuate, una delle due frequenta una scuola superiore a Piombino, l’altra non è penalmente perseguibile per età. Da ieri i carabinieri stanno acquisendo testimonianze per capire se ci fossero episodi pregressi. Non sembrerebbe. Ma i genitori delle due ragazzine contestano la ricostruzione: «Non è andata così, c’è stato uno scontro», ha detto una delle mamme alla sindaca, che ha deciso di denunciare su Facebook per sferzare la sua comunità: «Situazione da pelle d’oca», confida. «Non dobbiamo arrenderci, continuiamo a parlare di Shoah nelle scuole», invocano il rabbino capo e il presidente della comunità ebraica di Firenze Gadi Piperno e Enrico Fink. Solidarietà e sdegno da tutto il mondo politico. Da Liliana Segre ai ministri dell’istruzione Bianchi e dell’Interno Lamorgese al governatore Giani. La Lega: «Mandiamo quelle due a visitare Mauthausen».
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