L’università senza frontiere e la Carta di Firenze progetti per il futuro

roma — Una “ carta di Firenze” sul dialogo tra i popoli e i temi della cittadinanza da consegnare nelle mani del Papa, che da subito ha creduto nell’incontro ( « Vai avanti, l’idea mi piace molto » , disse il pontefice a Bassetti). Una conferenza permanente dei sindaci del Mediterraneo. Il progetto di un’Università del Mediterraneo, proposta a cui lavora Romano Prodi. E anche un “consiglio dei giovani” dei Paesi affacciati sul mare nostrum che possa anche fungere da accademia formativa sui temi del Mediterraneo, trovando casa alla Cittadella della pace di Rondine. Sono le ambizioni dell’incontro fiorentino, dei vescovi e dei sindaci. Idee, progetti già avviati. « Di convegni se ne fanno tanti, noi vorremmo qualcosa di forte restasse. Non vogliamo che l’evento finisca lì » esorta monsignor Raspanti. « Faremo ogni sforzo per mettere impegni tangibili nella carta » , si impegna pure Nardella. «Ci saranno delle grandi sorprese, che vanno anche al di là delle aspettative che possiamo sognare in questo momento» si sbilancia Bassetti. Il tema dei temi sarà la cittadinanza, per il convegno dei vescovi. « L’obiettivo di essere e riconoscersi parte di una comunità non partendo dalle fedi, ma dall’essere cittadini. Essere riconosciuti e poter dare un contributo al dialogo all’interno delle città oggi non è affatto scontato, e la testimonianza di tanti vescovi ce l’ha detto apertamente a Bari. Noi vogliamo contribuire a un patto di fraternità tra città. Cosa diversa dai rapporti tra Stati eppure fondamentale » , dice Raspanti lanciando il progetto del consiglio dei giovani del Mediterraneo. «Credo che il tema che abbiamo scelto, la cittadinanza, sia un tema onnicomprensivo che abbraccia tutti i problemi e i drammi di oggi. E ritengo che dare, da parte della Chiesa, col sigillo del Papa, una risposta su questo sia un bel passo avanti nella logica della pace e della fraternità. Che non diventano più parole astratte ma concrete» rivendica Bassetti. Anche diritti e doveri delle comunità ecclesiastiche saranno affrontati dai vescovi, che si ritroveranno in preghiera a San Miniato il venerdì.
Al centro della conferenza dei sindaci i temi del dialogo e della cooperazione nel Mediterraneo, ma anche la sicurezza sanitaria post pandemia e l’ambiente, grande sfida. L’inquinamento, la tutela dell’acqua, la lotta alla desertificazione. E poi le migrazioni, il mare nostrum come luogo di speranza e anche di morte, il ruolo delle città mediterranee come ponte tra l’Unione europea e l’Oriente. « Non si tratta di superare la dimensione europea, affatto. Ma l’Europa non può disinteressarsi del Mediterraneo e delle sue grandi tematiche di frontiera. Fin qui troppo spesso l’Europa ha voluto far finta che le questioni migratorie e le difficoltà economiche non la riguardassero. Benvenga un appello forte ad occuparsi del Mediterraneo. Avere i sindaci di Istanbul e Gerusalemme è un segnale molto forte» spiega Nardella.
— e.f.
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