Giani al 50% con i voti dei renziani “Per il sondaggio Italia Viva decisiva”

Pd al 32% e Iv al 10 Nardella coordinatore dem per l’apertura alla società civile
di Alessandro Di Maria Ernesto Ferrara
Il centrosinistra in Toscana non può fare a meno di Italia Viva per la vittoria di Eugenio Giani. È il dato più significativo che emerge da un sondaggio effettuato da Emg Acqua Group di Fabrizio Masia, commissionato da Osservatorio Emg, in vista delle prossime elezioni regionali. Tutto questo mentre oggi a Roma, all’assemblea nazionale del Pd, il segretario Nicola Zingaretti offrirà un ruolo a Dario Nardella, dopo il rifiuto del sindaco a entrare in segreteria.
Ma vediamo il sondaggio ( eseguito su un campione di mille maggiorenni toscani il 18 e il 19 febbraio di quest’anno). Secondo i numeri emersi considerando il voto alle liste, la vittoria del centrosinistra è netta con il 48% delle preferenze, ma se il Pd porta con sé il 32% dei voti, ecco che l’apporto di Italia Viva diventa decisivo con il 10%, mentre le altre liste si fermano al 6%. Nel partito di Matteo Renzi ovviamente esultano: « Senza di noi il Pd non va da nessuna parte » . Il centrodestra si ferma invece al 41%, con la Lega che la fa da padrona con il 27%, il buon risultato di Fratelli d’Italia, che si attesta sui risultati dei sondaggi nazionali, con l’11%, mentre Forza Italia si ferma al 3%. Netta infine la flessione del Movimento 5 Stelle con il 6%, il Partito Comunista è inchiodato al 3, altre liste al 2%.
Ancora più netto è il divario se andiamo a guadare il voto al presidente: Eugenio Giani guadagna addirittura 2 punti, arrivando a toccare il 50% (questo è possibile perché probabilmente qualcuno dà il voto alla lista del centrodestra, mentre preferisce il candidato del centrosinistra come presidente). Il candidato del centrodestra ( chiunque esso sia visto che al momento ancora non c’è) tocca il 40%, un 1% in meno rispetto al voto di lista ( probabilmente proprio perché ancora non c’è un nome su cui puntare). Irene Galletti scende al 5,5%, Salvatore Catello del Partito Comunista resta fermo al 3%, mentre altri candidati scendono all’1,5%.
Ma passiamo a Nardella e al rifiuto a entrare nella segreteria del Pd. Nelle ultime ore c’è stato un contatto telefonico tra il sindaco di Firenze e Zingaretti, toni distesi tra commenti e risate. In attesa che oggi venga ufficializzato un ruolo per Nardella che lo dovrebbe vedere coordinatore nazionale all’apertura del partito alla società civile. Che poi è il grande tema che ha sempre cercato di portare avanti lo stesso Nardella, che oggi non sarà comunque presente a Roma per impegni inderogabili ( inizialmente aveva invece previsto una sua presenza). Il “no, grazie” a Zingaretti per l’ingresso in segreteria ha tra l’altro varie motivazioni. Intanto un ruolo all’interno della segreteria nazionale porterebbe a una centralizzazione del suo operato, mentre Nardella vuole lavorare sul territorio. Inoltre, essendo appena iniziato il suo secondo mandato da sindaco, vuole essere presente il più possibile in città, considerando che le partite aperte da portare avanti sono tante ( aeroporto, infrastrutture, stadio, solo per citare le più importanti). Non solo, perché poi il prossimo ottobre il sindaco sarà candidato presidente di Eurocities, l’organizzazione dei sindaci delle grandi città europee. Altro impegno che comunque gli potrebbe portare via del tempo, considerando che già adesso che è vicepresidente il lavoro non manca. Insomma, Nardella a Zingaretti offre un percorso “differente”, al di fuori della segreteria, ma affine a quello che più volte ha ribadito negli ultimi mesi, la valorizzazione del partito nelle dinamiche territoriali.
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