Caduti in cantiere, travolti in strada Altre cinque vittime sul lavoro

Da Merano a Foggia ancora una giornata tragica. Draghi: fermiamo questa strage continua

Riccardo Bruno

Ancora morti sul lavoro, cinque in un giorno, dopo i sei di martedì. Due delle vittime di ieri erano muratori: a Roma uno è caduto dall’undicesimo piano, un volo di 30 metri; un altro, a Mesagne, era sul marciapiedi quando è è stato travolto dal crollo di un balcone con tutta l’impalcatura. E in serata a Cologna Veneta, in provincia di Verona, un operaio è morto schiacciato da un camion. Sul caso indagano i carabinieri. Dinamiche opposte, la stessa causa di fondo: nonostante lo stillicidio quotidiano e gli appelli del giorno dopo, molti luoghi di lavoro restano insicuri.

Le statistiche indicano una media di 3 vittime al giorno, tra martedì e mercoledì il numero è quasi raddoppiato. «La questione delle morti sul lavoro assume sempre più i contorni di una strage continua — è intervenuto ieri il premier Mario Draghi —. C’è l’esigenza di prendere provvedimenti immediatamente, entro la settimana prossima».

Basta scorrere le storie degli ultimi incidenti per capire subito che sono racconti già sentiti mille volte. Pietro Vittoria purtroppo non è il primo operaio a morire mentre lavora in un cantiere in autostrada. Vittoria, 47 anni, originario di Maddaloni, due figli, dipendente di una ditta che opera in subappalto per conto di Autostrade, stava posizionando la segnaletica di apertura del cantiere sulla A14, a pochi chilometri dal casello di San Severo (Foggia). Un Tir, guidato da un brindisino, lo ha schiacciato contro il camion della sua azienda, ferendo lievemente un collega mentre un terzo operaio è rimasto illeso.

Benito Branca, 42 anni, era il titolare di un’impresa edile. Stava ristrutturando una palazzina a Mesagne, Brindisi, quando è stato travolto dal crollo improvviso di un solaio e di un balcone che hanno trascinato giù anche l’impalcatura. Chi ha assistito alla scena ha scavato subito tra le macerie, prima dell’arrivo dei Vigili del fuoco, ma non c’è stato nulla da fare.

«L’atroce notizia della scomparsa di un nostro giovane concittadino suscita dolore e sgomento nella nostra comunità — ha detto il sindaco di Mesagne, Antonio Matarrelli —. Il lavoro dovrebbe essere il momento di realizzazione dell’individuo, mai causa di morte».

Fabrizio Pietropaoli, 47 anni, romano, stava salendo dopo la pausa pranzo all’undicesimo piano di una delle Torri dell’Eur in ristrutturazione, proprio davanti alla Nuvola di Fuksas. Saranno le indagini — la Procura di Roma ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo — a stabilire perché il cestello sul quale si trovava ha iniziato improvvisamente a oscillare, inclinandosi e sbalzandolo fuori.

Si muore nei cantieri, nelle autostrade o in città, ma anche in campagna. Andreas Prossliner, un agricoltore di 59 anni, è stato travolto come troppo spesso avviene dal proprio trattore a Rifiano, vicino a Merano, in val Passiria, mentre stava caricando delle casse di mele.

Morti ma anche tanti feriti, alcuni in modo grave. Come l’operaio colpito alle gambe e al bacino da un’escavatrice a Pozzuolo Martesana; o sempre nel Milanese, a Parabiago, il 47enne caduto dal pianale del camion; e ancora il muratore trentenne precipitato da un ponteggio in provincia di Varese.

E mentre il premier annuncia misure urgenti, Maurizio Landini, segretario della Cgil, rilancia l’idea di una patente a punti per le aziende e auspica che «la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro diventino una materia scolastica».

https://www.corriere.it/