Bar, hotel e ristoranti Credito d’imposta per chi si riorganizza

Sconto fiscale fino al 60% per le spese sul distanziamento nei locali Il bonus Irap sale a 3,9 miliardi. Gualtieri: coperture, niente problemi
di Roberto Petrini
ROMA — Proroga della cassa integrazione e “monitoraggio” richiesto dalla Ragioneria dello Stato, raddoppio delle risorse per il taglio dell’Irap che arrivano a 3,9 miliardi, tentativo di limitare le spese per l’ecobonus legandolo solo ad un effettivo “salto” di due classi energetiche. Sono queste le ultime misure economiche che hanno tenuto fermo il governo per circa 24 ore: tanto è durata la riunione del preconsiglio dei ministri, il vertice dei capi degli uffici legislativi dei vari dicasteri, cominciato lunedì pomeriggio e protrattosi fino ieri notte. La maratona è continuata anche dopo l’accordo politico. Oggi il Consiglio dei ministri. «Non ci sono problemi di coperture», hanno assicurato dal ministero dell’Economia.
Lo scoglio più importante è stato quello del rifinanziamento della cassa integrazione. Fino a qualche giorno fa la cifra era di 13 miliardi, poi è gradualmente salita fino a 15 sulla spinta delle richieste della ministra del Lavoro, la grillina Catalfo. Ottenute le risorse tuttavia lo scontro si è spostato sulle modalità di proroga delle attuali 9 settimane di cassa integrazione: il ministero del Lavoro ha spinto, anche su richiesta dei sindacati, su altre 9 settimane di proroga mentre il Tesoro si è attestato sulla formula 5 più 4. Questo per evitare, come è accaduto nella prima fase, che molte aziende facessero richiesta del numero massimo di settimane per sentirsi al sicuro, riempissero il plafond e lasciassero chi era in vera necessità a bocca asciutta. Per evitare sforamenti è comunque intervenuta la Ragioneria che ha imposto un “monitoraggio” al termine delle cinque settimane.
Qualche problema è stato sollevato anche per il raddoppio dei fondi per il taglio dell’Irap che salgono dai 2 di domenica scorsa a 3,9 miliardi: malumori si sono registrati nell’ala sinistra della maggioranza.
Mentre sull’eocobonus al 110 per cento si è intervenuti — del resto la Ragioneria teneva sott’occhio la norma da giorni — per limitare la spesa a 2 miliardi all’anno con la condizione che l’intervento rappresenti un effettivo doppio scatto verso l’alto di classe energetica e non una semplice ristrutturazione di poco valore ambientale.
Tra le misure delineate nelle ultime ore dal decreto anche il credito d’imposta del 60 per cento con un tetto di 80 mila euro, che si aggiunge al credito d’imposta sanificazione, e che è specificamente indirizzato all’adattamento alle nuove esigenze di distanziamento anti-Covid dei locali aperti al pubblico. Si tratta di una platea di 465 mila operatori (alberghi, ristoranti, gelaterie, bar, agenzie di viaggio, teatri, convegni e fiere, sale da concerto, parchi tematici, stabilimenti termali) che con il loro investimenti agevolati metteranno in campo una spesa per 37,5 miliardi.
Confermata anche la tregua fiscale: ai circa 3 milioni di cartelle di febbraio e marzo se ne aggiungeranno altri 3 milioni: dunque fino al 31 agosto resterà bloccato il pagamento di 6 milioni di cartelle. Ok alla sospensione dei pignoramenti di stipendi e pensioni e l’aumento della compensazione di dei crediti fiscali fino ad 1 milione.
Oltre all’operazione Irap, alle piccole e medie imprese fino a 5 milioni di fatturato andranno 10 miliardi: di cui 6 miliardi di ristori a fondo perduto, 1,5 miliardi per gli affitti commerciali, 600 milioni per la riduzione delle bollette per 3 mesi. Assunzioni per 10 mila infermieri (1,2 miliardi) e 7.700 letti di terapia intensiva e subintensiva per 1,4 miliardi.
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