Ancora un mese di guerra in Ucraina, poi la parata di Putin a Mosca per la vittoria

L’editoriale del direttore Nico Perrone

ROMA – Quelli che conoscono come vanno le cose nella Russia di Putin sono pronti a scommettere: la guerra durerà al massimo un altro mese, poi entro la fine di aprile l’accordo con quanto rimarrà della libera Ucraina per ufficializzare lo ‘spezzettamento’ del Paese. In questo modo Putin potrà giustificare con i suoi l’invasione e svolgere in pompa magna la parata del 9 maggio nella Piazza Rossa di Mosca in ricordo della vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo. Lo aveva già pianificato? Forse sì, infatti l’autocrate russo aveva dato il via alla guerra proprio per ‘de-nazificare’ l’Ucraina. Mera propaganda che può forse funzionare nella Russia profonda, quella lontana dalle grandi città che continua a bersi le frottole che le tv di Putin trasmettono ogni minuto non avendo accesso all’informazione libera.

Vien da ridere per non piangere alla vera e propria truffa, anche di pensiero, perpetrata dalla cricca putiniana che parla del nazismo degli altri, magari di quei paesi come l’Ucraina che liberamente vogliono aderire ai valori dell’Occidente e poi da anni sono proprio loro a mettere in pratica il fascismo reprimendo ogni protesta con i manganelli e la galera, gettando nelle prigioni più disumane gli oppositori che hanno gran seguito tra i cittadini liberi che anche sotto il terrore non vogliono sottomettersi al nuovo Zar.

LEGGI ANCHE: Putin e la sua cricca imperano col terrore: solo Russia in Europa impedirà collasso della nostra democrazia

Oggi Alexei Navalny, attivista, politico e blogger russo di origini ucraine con un gran seguito di consensi tra la popolazione e fra i più critici del presidente russo è stato condannato a nove anni di prigione da un finto tribunale che gli ha costruito addosso una finta accusa commissionata dalla cricca putiniana. Il piano di sottomissione del popolo russo al nuovo Zar, perché tale si considera Putin, viaggia anche attraverso il pensiero fascista di pensatori come Ivan Illyin, osannato da Putin. Al centro di questo pensiero il ruolo della Grande Russia che lotta contro i nemici di sempre (i valori e le idee liberali) che vogliono impedirle di conseguire la sua missione di far tornare Dio sconfiggendo l’Anticristo Occidente.

Questo venticello fascistoide lo si è sentito anche nei giorni scorsi nelle parole del patriarca russo che ha subito benedetto la guerra di Putin agli amici dei gay. Stando al filosofo fascista Putin è l’uomo audace che può cambiare una realtà debole e imperfetta con azioni coraggiose. Il fascista Illyin pensava che la Russia dovesse essere governata da un capo indiscusso e indiscutibile con finte elezioni che dovevano soltanto confermare la sottomissione del popolo al suo capo. Non solo, per riportare Dio bisognava essere pronti a superare l’uomo ad abbandonare qualsiasi umanità e pietà.

Non sarà facile per l’Occidente, per noi italiani che il fascismo lo abbiamo sperimentato e subito per vent’anni fino alla catastrofe della guerra mondiale, sconfiggere il fascismo che rinasce sotto mentite spoglie. Bisognerà restare uniti, compatti nel non lasciar spazio all’autocrate, sperando che la verità alla fine possa vincere la menzogna. Un popolo deve poter liberamente decidere dove stare e con chi stare; chi gli muove guerra per distruggerlo e sottometterlo è un invasore, un fascista che va sconfitto e giudicato dal Tribunale internazionale per crimini contro l’umanità. Quell’umanità che Putin vuole mettere al servizio di vecchi e nuovi predatori.

https://www.dire.it/