Un assurdo balletto.

 

La tempesta perfetta si va addensando sull’Italia, ma i principali esponenti del governo continuano a ballare incuranti sull’orlo del baratro. Nella giornata di venerdì lo spread è tornato a toccare livelli mai raggiunti dal 2013, e l’agenzia Moody’s ha tagliato il rating dell’Italia segnalando i pericoli delle nuove politiche di bilancio. I rischi sono già stati recepiti dagli investitori, che tra maggio e agosto hanno ceduto il 10 per cento dei nostri Btp. Non solo: anche chi ha denaro sui conti cerca la via dell’estero, riaprendo la strada che sembrava ormai abbandonata verso la Svizzera. Tutto questo non sembra interessare Salvini e Di Maio, impegnati per tutta la giornata in un surreale duello a distanza via Facebook sulla ormai tragicomicamente nota “manina” che avrebbe manomesso il decreto fiscale, trasformando il già pessimo condono in un salvacondotto per riciclatori e altri furfanti della peggiore risma. Come sempre, l’unico argine al collasso è costituito dal Quirinale, che ancora cerca di tenere aperta la porta del dialogo con la Ue. Un tentativo continuamente ostacolato dalle mosse del governo gialloverde e che rischia di diventare sempre più difficile con il passare delle ore