Stop 422 licenziamenti Gkn, uno a zero per i lavoratori (palla a Draghi)

L’editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi

ROMA – In tutti questi anni hanno preso fior di contributi e adesso che il vento è cambiato volevano far cassa e spostare tutta la produzione in un Paese più conveniente licenziando tutti e 422 dipendenti. Ma oggi il tribunale ha detto no, che l’azienda ha violato le regole e che i dipendenti restano al loro posto. Ora bisognerà convincere l’azienda a trattare a non tirare dritto infischiandosene del tribunale. La palla è piombata sul tavolo del premier Mario Draghi, che dovrà presto trovare una soluzione, una via d’uscita.

Intanto tutti i politici, impegnati in varie campagne elettorali, gridano la loro gioia. Dalle loro dichiarazioni non si capisce che cosa faranno i diversi partiti, se si metteranno di traverso costringendo l’azienda a restare in Italia. Soprattutto: hanno il peso politico giusto per contrapporsi ad una multinazionale che ha forzieri miliardari? Si vedrà. Oggi la proprietà è stata convocata al ministero dello Sviluppo economico dove la viceministra Todde scoprirà le carte. Da parte sua il leader del Pd, Enrico Letta, ha detto: “Avevano ragione i lavoratori, avevano ragione i sindacati e avevamo ragione noi ad accusare la GKN di aver violato ogni regola. Il Tribunale di Firenze l’ha sancito. Ora si fermino e si volti pagina”. Battagliero anche il vicesegretario Dem, Giuspepe Provenzano: “Ora voltiamo pagina. E noi ci battiamo sulle norme per riaffermare la responsabilità sociale e il legame tra impresa, lavoratori e comunità. La Costituzione deve valere anche per le multinazionali. Quello che è accaduto alla GKN, Whirlpool e altrove non deve accadere ancora”. Sul fronte sindacale le parole della segretaria generale della Fiom-Cgil: “Abbiamo vinto insieme ai lavoratori perchè avevamo ragione, i licenziamenti alla GKN sono illegittimi. Oggi il Tribunale del Lavoro di Firenze ha revocato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per le lavoratrici e i lavoratori della GKN di Campi Bisenzio, accogliendo il ricorso depositato dalla Fiom di Firenze e riconoscendo, quindi, la violazione dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori per comportamento anti-sindacale” hanno detto Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil Firenze che ha preparato il ricorso. “Ringraziamo per l’ottimo lavoro il collegio legale della Fiom fiorentina e nazionale. Il ricorso è stato uno degli strumenti che la Fiom ha utilizzato in questa vertenza insieme alla grande resistenza dei lavoratori e alla capacità di costruire intorno alla vertenza una rete di solidarietà, a partire dalla comunità fiorentina fino al resto del Paese, come dimostrato anche dall’imponente manifestazione di sabato scorso a Firenze. Ora il Presidente del Consiglio e il Ministero dello Sviluppo Economico facciano la loro parte e intervengano in tema di delocalizzazioni e ad una soluzione che garantisca la ripresa produttiva e l’occupazione nello stabilimLento per i lavoratori di Campi Bisenzio e di tutto l’indotto”. La viceministra dello Sviluppo Economico, Alessandra Todde, da parte sua è già scesa in campo. “In questi mesi abbiamo convocato il tavolo due volte, non abbiamo mai interrotto le interlocuzioni con le parti e abbiamo lavorato in un contesto difficile con una azienda che ha smarrito il suo senso di responsabilità sociale. Ora dobbiamo essere concreti, perché quando parliamo di 422 lavoratori, più l’indotto, parliamo di famiglie“. Pure Renzi, senatore toscano e leader di Italia Viva, ha diffuso il suo pensiero: “Si tenti il tutto per tutto per evitare che la Gkn finisca come è successo due anni fa a Figline Valdarno con un’analoga vicenda drammatica. È fondamentale evitare la deindustrializzazione del territorio della provincia di Firenze. Da ex presidente della provincia, da ex sindaco di Firenze dico che questo disimpegno continuo delle multinazionali è un campanello d’allarme pericolosissimo”.

Renzi rilancia su lungo periodo: “Occorre fare delle cose serie: bisogna fare le infrastrutture in questo territorio perché sennò fra qualche anno ci sarà un’altra Gkn. C’è bisogno di infrastrutture e la prima è l’aeroporto, trovo sconvolgente che a Sesto Fiorentino il Pd che ha sempre sostenuto la battaglia dell’aeroporto si sia innamorata delle idee della sinistra e anche dei 5 Stelle che dicono no all’aeroporto. Dire no all’aeroporto significa fare un danno ai lavoratori di Firenze”.

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