Siena, i veti di Iv sulla corsa di Letta. Ma Renzi media

di Giovanna Casadio
ROMA — «Sul nostro appoggio alla candidatura di Enrico Letta alle suppletive di Siena è ancora tutto aperto. Massima disponibilità se si vuole evitare la guerra fratricida, ma bisogna che ci sia almeno reciprocità. Enrico ci faccia sapere». Matteo Renzi interviene a calmare le acque. Il capogruppo in consiglio regionale toscano di Italia viva, Stefano Scaramelli, ha lanciato la sfida a Letta come mai prima. Ha detto infatti: «Se sono disponibili a ritirare il nome di Letta io personalmente non avrei problemi a scegliere un candidato insieme al Pd». Una sorta di veto sul segretario dem? Ha rincarato Scaramelli: «Se un accordo su Letta era difficile, adesso sta diventando improbabile ».
Ma la decisione definitiva spetta a Renzi nelle prossime ore. E lui assicura che il dado non è ancora tratto, pur avendo usato parole di fuoco contro il Pd di Letta che continua a flirtare con i 5Stelle e con Conte. Il leader di Italia Viva incalza: «Conte ha detto che se non cambia la norma sulla giustizia se ne va. Il Pd deve scegliere cosa fare, se inseguire l’irresponsabilità di Conte o scegliere Draghi».
Sulle suppletive Renzi ammette: «Scaramelli è il mio candidato vero in pectore , però appoggiare Enrico significa chiudere un capitolo, ha anche il significato di voltare pagina. Tuttavia se vuole i nostri voti, è bene che almeno ci consulti. Sceglie i 5Stelle? E per quanto ancora può farlo? A noi dovrebbe almeno riservare pari dignità nelle partita di Siena ». In Puglia ieri per un tour di presentazione del suo ultimo libro Controcorrente , il leader di Iv aspetta segnali di distensione dal Pd. Concreti. «Non possiamo essere presi a schiaffoni e poi dare i nostri voti», è uno dei leit motiv dei renziani. Per schiaffoni si intende la posizione sull’aeroporto di Firenze, ma anche la scelta del candidato all’altra suppletiva che si terrà in autunno, quella del collegio di Roma-Primavalle. Se qui il Pd si prepara ad appoggiare il candidato grillino, ebbene «fa un cattivo servizio».
Renzi rincara: «Va anche bene Letta a Siena, ma cosa ci dice il Pd su Roma- Primavalle? Se noi poniamo delle questioni e non siamo ascoltati, allora effettivamente è complicato». Appoggio insomma solo ad alcune condizioni? La segretaria del Pd toscano, Simona Bonafè, che è stata una renziana, ha finora evitato le polemiche rispondendo alla richiesta di Letta di mantenere la giusta serenità. Ma dopo gli ultimi attacchi dei renziani locali risponde per le rime: «La candidatura di Letta nasce come richiesta del territorio e se Iv decidesse di non sostenere il segretario del più grande partito del centrosinistra, peraltro senza una vera motivazione, farebbe un grave errore e un regalo alla destra che gli elettori toscani farebbero davvero fatica a capire». Letta ha in programma di girare tutti i 35 comuni del collegio. Dal Nazareno fanno sapere che «ogni politicizzazione della candidatura pone in secondo piano le esigenze del territorio» e riporta «il verticismo che fu del Pd di Renzi in un territorio che gli errori degli ultimi anni hanno regalato alla destra». Per Letta nessuna polemica, ci vuole la massima convergenza.
La lontananza tra Pd e Iv si misura più che sulle amministrative, sulla strategia di alleanza politica. In una intervista alla Nazione infatti, Renzi ha rivolto «un appello a Enrico: dicci con chi vai e ti diremo se veniamo con anche noi». Più che un appello, è l’aut aut. Il pressing renziano anti 5Stelle continua.
Di certo a Siena il segretario dem Letta ha l’appoggio dei grillini. Renzi ragiona: «Padoan vinse quel collegio senza il supporto dei 5Stelle, e allora avevano il 33%. A Siena oggi non si può che vincere ancora meglio ». Per quanto riguarda le amministrative del resto, Italia viva procede con alleanze città per città: a Roma appoggia il leader di Azione, Carlo Calenda; a Milano sostegno a Beppe Sala con tutto il centrosinistra; a Torino idem per Stefano Lo Russo; a Napoli accordo su Gaetano Manfredi insieme a Pd e 5Stelle; a Bologna dopo la sconfitta alle primarie di Isabella Conti, confluisce su Matteo Lepore. Divorzio in Calabria per la Regione. I renziani denunciano: “Il Pd ha fatto e disfatto tutto da solo sulla Calabria».
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