Polvere di stelle in mano al presidente Conte, un ‘vaffa’ anche da Giarrusso 

L’editoriale del direttore Nicola Perrone

ROMA – I sondaggi martellano senza pietà, certificando ogni giorno il calo dei consensi al M5S. Il presidente Giuseppe Conte, in attesa della decisione sul ricorso in tribunale contro la sua nomina, ha deciso di alzare lo scontro nei confronti del premier Mario Draghi. Finora con risultati vicino allo zero: anche la sua richiesta per costringere Draghi ad intervenire in Parlamento sulla guerra in Ucraina è stata bocciata a grande maggioranza. Pure la Lega di Matteo Salvini, ormai pacifista ‘francescano’, lo ha tradito votando contro.

In Parlamento sono pochi quelli che scommettono sulla linea di Conte, giudicandola alla fine controproducente. Altri nel M5S, invece scommettono che solo così il Movimento potrà conquistare più visibilità. Visibilità che però, se non si accompagnerà presto ad un qualche risultato, alla fine diventerà un altro boomerang. Tra poco ci sarà la tornata elettorale delle amministrative. Il M5S non è riuscito a presentarsi dappertutto, anzi, sul territorio nazionale è quasi assente. Molti aspettano il risultato per capire il reale peso politico del Movimento e, su quel dato, decidere se lasciare Conte al suo posto o rimuoverlo.

Beppe Grillo, Garante supremo, se ne sta zitto e quando interviene quello che dice viene allo stesso tempo. interpretato a favore e contro l’attuale dirigenza. Il M5S di Conte punta alla crisi di Governo, al voto anticipato? Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, al momento ha scelto un profilo basso ma nelle ultime ore ha tuonato: il Governo deve arrivare alla scadenza del 2023. Tradotto: Conte potrà continuare a strillare, sì ogni giorno ma senza conseguenze.

Dal Pd di Enrico Letta ormai l’unica cosa che si nota è il silenzio, assordante, nei confronti di un alleato ormai considerato poco affidabile. Non se ne parla ancora ma in molti sono pronti a scommettere che a fine settembre, quando per i parlamentari scatterà l’agognato vitalizio, si metterà mano alla riforma della legge elettorale in senso proporzionale. Solo così alle elezioni del 2023 ogni forza politica potrà scatenarsi alla ricerca di voti senza guardare in faccia nessuno, sapendo che solo dopo i risultati ci si metterà a trattare per trovare una maggioranza per formare il Governo.

Per Conte oggi è arrivato un nuovo ‘vaffa’, quello di Dino Giarrusso che ha deciso di andarsene e di fondare un nuovo Movimento. “Non sono io che lascio il Movimento cinque stelle, ma è il movimento che ha perso i suoi valori. Quei valori come la partecipazione che, invece, io conservo”, ha detto l’eurodeputato ex ‘Iena’ spiegando di avere anche cercato un confronto con Giuseppe Conte: “Gli ho scritto un messaggio ma non ho avuto nessuna risposta”.

Conte da parte sua ha risposto con un altro ‘vaffa’ e una pesante accusa: Il nuovo partito annunciato da Dino Giarrusso, “è un elemento di chiarezza. Già riceviamo numerosi attacchi dall’esterno, abbiamo quindi bisogno di persone che dall’interno non lavorino per danneggiare il Movimento. Giarrusso l’ho incontrato spesso, anche di domenica, e mi ha sempre parlato e chiesto poltrone, vicepresidenze, posizioni, delegati territoriali. Non ho mai avvertito dissenso politico. Ora gli chiediamo coerenza, chi lascia il Movimento deve lasciare i suoi incarichi che ha grazie a noi. Il suo ruolo in Europarlamento è per noi strategico”, ha detto il leader M5s.

Giarrusso non ci sta e annuncia querela: “Conte ha detto che gli chiedevo solo poltrone? Falso, sono bugie tristi, non me l’aspettavo da lui. Il mio avvocato mi ha anche chiesto perché non lo querelassi per quel che ha detto, io non ho bisogno di poltrone ed è tutto falso, dall’inizio alla fine. Sono stato votato da 120mila persone”, ha detto Giarrusso, incalzando: “Quando mai ho chiesto poltrone a Conte? È un’ accusa infamante e diffamatoria”. Lo querelerà? “Ci penso”. In molti si chiedono perché, dopo aver lasciato il M5S, non si dimette da europarlamentare. “Molti dei 120mila che mi hanno votato mi hanno già scritto per chiedermi di restare all’europarlamento. E poi vi dico un’altra cosa, uno ‘scoop’”. Quale sarebbe? “Molti autori tv mi hanno detto che i ‘nostri’, del M5S, gli chiedono di non invitarmi ai talk show, perché in televisione devono andare solo i vice nominati da Conte”.

 

 

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