Mps: Bivona a Ue, tolleranza zero su aiuti di Stato

Mef non usi pretesto Covid per una fusione con soldi pubblici
MILANO
(ANSA) – MILANO, 24 NOV – Una ricapitalizzazione di Mps “con ulteriori risorse dei contribuenti” per finanziare un matrimonio con un’altra banca non “sarebbe compatibile con i Trattati e le regole esistenti della Ue in materia di aiuti di Stato”. E’ quanto scrive in una lettera alla Commissione Ue e ai vertici della Bce, Giuseppe Bivona, consulente di fondi e azionisti che hanno fatto causa a Mps per le perdite subite a causa di asserite irregolarità contabili. Bivona chiede alla Commissione Ue “tolleranza zero per qualsiasi abuso” del regime temporaneo sugli aiuti di Stato legato al Covid da parte di “Stati membri che potrebbero dipingere l’intervento statale come un rimedio alle conseguenze dell’epidemia di coronavirus quando invece si tratta di salvare banche che stanno fallendo per ragioni non collegate al Covid-19”. Per Bivona sarebbe questo il caso di Mps che ha preannunciato il mancato rispetto dei requisiti patrimoniali minimi senza dare indicazioni sulla scomposizione dello shortfall in relazione alle cause che la banca stessa ha indicato: oltre agli effetti del Covid-19, l’operazione Hydra, gli accantonamenti per rischi legali e l’evoluzioni della regolamentazione “Ci preoccupa ogni tentativo di dipingere lo shortfall di capitale come collegato al Covid-19 allo scopo di aver accesso al regime temporaneo sugli aiuti di Stato”, che consentirebbe al Mef di ricapitalizzare la banca schivando il burden-sharing di azionisti e obbligazionisti subordinati. Anziché spendere 7-8 miliardi di euro per “invogliare un acquirente”, il Mef dovrebbe chiedere un rinvio al 2023 del termine per l’uscita da Mps e spingere la banca a chiedere 7-8 miliardi di danni a Nomura e Deutsche Bank per i derivati usati per coprire le perdite di Santorini e Alexandria.

 

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