Manovra, le indiscrezioni fanno risalire lo spread Giù anche le Borse Di Maio: asili nido gratis.

di Mario Sensini

Il divario Btp-Bund a 250 punti. La paura dei dazi

 

ROMA È bastata l’indiscrezione di un vertice di governo sulla legge di Bilancio, che poi non si è svolto, a far tornare il nervosismo sui mercati. La Borsa di Milano, ieri, è stata la peggiore in Europa, con l’indice Mib in calo dell’1,73% e il differenziale tra i Btp e i titoli tedeschi è tornato a 250 punti base, lo stesso livello di fine giugno. In chiusura lo “spread” si è leggermente ridotto ed i tassi di interesse, che lo avevano infranto, sono tornati sotto il tetto del 3%. Il mercato azionario, già teso per l’innalzamento dello scontro sui dazi tra gli Usa e il resto del mondo, ha penalizzato in modo particolare le banche.

In un mercato europeo debole, l’Italia torna ad essere maglia nera e sorvegliata speciale. La nuova maggioranza di governo Lega-M5S è attesa alla prova dei fatti della manovra economica, anche se i tempi sembrano decisamente prematuri. Nessun vertice decisivo appare all’orizzonte, con i partiti intenti a mettere a punto le misure presentate a primavera agli elettori. «La proposta di legge sul reddito di cittadinanza è pronta, stiamo discutendo gli ultimi dettagli con il ministero dell’Economia» ha detto ieri il vice premier, Luigi Di Maio.

Il primo «modulo» della riforma sarà il potenziamento dei centri per l’impiego, con l’integrazione delle banche dati esistenti, per la classificazione e l’incrocio dei dati, e dalle quali scaturirà il «Fascicolo personale» dell’assistito. Che oltre ad iscriversi alla lista di collocamento con una possibilità limitata di rifiuto delle offerte, ha spiegato ieri Di Maio in Parlamento, dovrà garantire otto ore settimanali di lavoro nei progetti socialmente utili e frequentare dei corsi di formazione. Per contrastare gli abusi, ci saranno sanzioni «pesanti» sia per chi dichiara il falso che per i dirigenti pubblici che lo attestano.

Di Maio ha spiegato che il governo rivedrà e razionalizzerà gli incentivi fiscali per favorire le nascite, puntando alla «copertura totale» della spesa relativa al costo degli asili nido, e ha annunciato un’altra iniziativa contro i «privilegi: la revisione delle pensioni dei rappresentanti sindacali, molto elevate «grazie ad incrementi anomali degli stipendi effettuati poco prima del pensionamento» ha detto Di Maio.

Con la «contribuzione aggiuntiva» versata dal sindacato alla fine della carriera, ed al fatto che quella quota incide sulla componente retributiva della pensione, molti sindacalisti nel pubblico impiego spuntano assegni «super». Più alti tra il 27 ed il 65% della media della categoria.

«Privilegi sproporzionati — dice Di Maio — in termini di prestazione pensionistica a danno della finanza pubblica e delle tasse dei cittadini». Il fenomeno, per giunta, riguarderebbe un numero limitato di persone: secondo l’Inps i dipendenti pubblici “sindacalisti” dovrebbero essere circa 1.800.

 

Fonte: Corriere della Sera, https://www.corriere.it/