LE ELEZIONI E IL PESO DEL VOTO MUSULMANO.

 

L’immigrazione è certamente al centro di questa campagna elettorale. Ma se la questione degli irregolari si prende tutto lo spazio del dibattito, si dimentica che c’è invece una cospicua maggioranza di immigrati regolari che è un vero bacino elettorale. E, la fetta più grande, riguarda quelli di confessione musulmana con cittadinanza in tasca. Di che numeri parliamo? Secondo alcune stime sono più di 700 mila. Solo nel 2016 infatti, hanno acquisito cittadinanza italiana 202 mila persone ed erano soprattutto marocchini e albanesi. Un dato che ci dice inoltre quanto i nuovi italiani saranno soprattutto musulmani. Studiare l’identità di questa comunità islamica per capirne le sensibilità politiche dovrebbe interessare i politici, dato che ci troviamo di fronte a un vero bacino elettorale. E un aspetto d’identità della comunità musulmana italiana è senz’altro quello conservatore e tradizionalista. In uno studio dell’ Ipr Marketing, realizzato prima del fallimento della riforma sullo Ius soli, si sottolineava come il 60% degli immigrati musulmani avrebbe votato partiti di sinistra; il 26% M5S, la Lega e Fratelli d’Italia appena l’1% mentre Forza Italia il 10%. Percentuali che ben fotografano alcune contraddizioni. Perché quella cospicua fetta islamica (conservatrice e tradizionalista) che dovrebbe trovare affinità con il centrodestra, si accontenta trovando riparo nella sponda del centrosinistra, che oggi risulta più vicino alle sue esigenze, diritto al culto prima di tutto. E poco importa oggi, se questa stessa forza politica, sia l’antitesi di quelli che sono invece i valori di una forza conservatrice. Pensiamo solo alle unioni civili e ad altre battaglie laiciste che si scontrano con l’interpretazione classica musulmana. Poi certo, c’è anche una comunità musulmana laica e di sinistra, ma non rappresenta una maggioranza nel nostro Paese, bensì un’élite che trova spazio anche tra i giovani. Per chi voteranno dunque i musulmani d’Italia? Da una parte: i musulmani conservatori di origine straniera, e quindi più sensibili al dibattito sull’immigrazione dovranno opportunisticamente chiudere un occhio sulle radici ideologiche della sinistra e pensare solo alla difesa del culto e alle questioni migratorie. Dall’altra, i convertiti italiani (più di 100 mila), conservatori puri e meno implicati sul tema immigrazione, difficilmente si troveranno a mettere una croce a sinistra, ma si orienteranno piuttosto verso i 5 Stelle e centrodestra. E i musulmani laici? Vivono la stessa sofferenza della sinistra, soprattutto dopo il fallimento dello Ius soli e le ultime posizioni sul tema immigrazione. In conclusione, la maggioranza islamica in Italia voterebbe centrodestra, ma con le formazioni attuali e la campagna anti-islam portata avanti da Lega e Fratelli d’Italia certamente non lo farà preferendo la sinistra. Ma intanto, a questa fetta di elettori Silvio Berlusconi prova a strizzare l’occhio, con le sue posizioni sulla libertà religiosa evidenziate per smarcarsi da Salvini, che arrivò a parlare di incostituzionalità dell’islam. Posizioni, quelle di Berlusconi, condivise sui social network da molti musulmani. Come dire, se non riesce a convincere oggi a causa dei suoi compagni di coalizione, punta comunque sul futuro e apre uno spiraglio, perché sa quanto quell’elettorato sia in crescita e possa essere utile.
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