“La scuola ha taciuto sulle molestie verbali del prof alle alunne”

L’accusa della Cgil
«La scuola doveva essere la prima a proteggere queste ragazze schierandosi al fianco di chi denunciava atti di violenza di genere, qualunque essa sia. E invece ha perso l’occasione di dare un grande insegnamento alla società tutta, ha scelto l’inerzia » . Mentre proseguono le indagini, sul caso del professore senese accusato di molestie interviene la Cgil. Lo fa chiamando in causa il sistema scolastico, accusato di non aver saputo intercettare le presunte, asfissianti avances del prof e di non aver preso provvedimenti ( l’uomo è ancora in servizio). « Una brutta pagina per la nostra comunità — attaccano dal Coordinamento donne della Cgil e dello Spi Cgil di Siena — in attesa che la giustizia faccia chiarezza sulle eventuali responsabilità, non possiamo non indignarci di fronte all’indolenza del sistema scolastico, a conoscenza dell’intera vicenda da mesi, di fronte non solo alla denuncia dell’ex studentessa ma anche alla successiva segnalazione, a mezzo scritto, di altre 49 studentesse e studenti ». Secondo il sindacato, «non è accettabile che gli organismi competenti rimangano indifferenti a quanto emerso e non ritengano di assumere disposizioni urgenti anche a carattere cautelativo » . E ancora: « Un atteggiamento burocratico nei confronti di questa vicenda che nulla ha a che vedere con l’importante compito di volano formativo e di motore di avanzamento culturale nella tutela dei diritti, che la scuola dovrebbe avere nei confronti delle nuove generazioni».
Il caso è stato sollevato da un’ex studentessa, tramite l’associazione anti violenza “ donna chiama donna”. Nel denunciare pressanti avance, contatti fisici equivoci e apprezzamenti non richiesti, la ragazza ha depositato in Procura anche alcuni screen shot di messaggi ricevuti dal professore. Messaggi particolarmente ambigui: « Grazie per la tua eleganza, grazie per la tua grinta — le avrebbe scritto l’uomo dopo la maturità — Grazie per…. Le tue scarpe bellissime. Grazie di esistere » . E poi: «Meno male venerdì ti rivedo. Avrei voluto farti qualche foto ma era complicato». Ammiccamenti ripetuti, tutt’altro che velati. « Sei bellissima. Abbronzata poi… » , avrebbe commentato sotto una foto: «Te l’ha fatta il tuo ragazzo? » . « I mostri con quel balconcino sono meno mostri degli altri mostri», avrebbe insistito in un’altra occasione, « sono fetish anch’io». Salvo poi scusarsi: «A volte cado di stile». — l.s.
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