«Il gioiello di San Quirico d’Orcia chiuso da mesi»

Il giardino cinquecentesco degli Horti Leonini è un cantiere. Il sindaco: lavori necessari

Jori Diego Cherubini

 

san quirico d’orcia (siena) Un gioiello della Val d’Orcia, risalente al XVI secolo e perfetto esempio di giardino all’italiana, da mesi è chiuso per lavori. Almeno stando alle proteste di alcuni cittadini di San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, che denunciano «lo stato di abbandono» in cui versano gli Horti Leonini da inizio anno.

«I cancelli — spiega un commerciante, che indica col dito l’entrata del parco — sono chiusi da mesi, i potenziali visitatori lo sanno e invece di arrivare in paese deviano verso altre mete».

Si tratta probabilmente della maggiore attrazione turistica di San Quirico d’Orcia, e la scelta di chiudere il giardino ha spaventato la popolazione e messo i commercianti sul piede di guerra.

A entrare nel merito ci pensa Ugo Sani, assessore della precedente giunta e firmatario del progetto: «Le piante erano sofferenti — spiega — e il lavoro indispensabile. Il problema riguarda le prescrizioni della Soprintendenza ai Beni Culturali: imponevano “lotti funzionali nello spazio temporale di cinque anni”, e non, com’è stato fatto, in brevissimo tempo e in un’unica soluzione radicale e dannosa. L’appalto — spiega ancora — oltretutto è stato consegnato a una ditta che si occupa di strade e non di vegetazione».

I lavori di cui parla l’ex assessore sono stati finanziati dalla Regione e prevedono la consegna «entro aprile 2021». «Ma le prescrizioni — conclude Sani — parlavano chiaramente di lotti e tempistiche che andavano spiegate prima di chiedere il finanziamento».

Il giardino cinquecentesco, famoso anche per Forme nel verde, la più longeva biennale italiana dedicata all’arte, è stato chiuso a gennaio per «lavori di manutenzione, messa in sicurezza e restauro» e dovrebbe riaprire in autunno. Un piano dall’importo complessivo di 188 mila euro.

Ma il sindaco Danilo Maramai non ci sta e risponde per le rime: «Si tratta di un cantiere ed è sbagliato giudicare dai lavori in corso: abbiamo abbattuto 50 piante, effettuato 220 potature (sul 60% degli arbusti censiti) e 107 alberi non hanno ricevuto alcun tipo di taglio».

Aggiunge Maramai: «Parliamo di un intervento complesso, e improcrastinabile, finalizzato a garantire la sicurezza di cittadini e visitatori, e per restituire a San Quirico un giardino ancora più bello entro i prossimi tre anni, con piante in perfetto stato di salute».

 

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