È possibile definire Siena città della musica?

di Pierluigi Piccini

 

È possibile definire Siena città della musica? Direi di sì grazie alle sue istituzioni. Le più significative, ma non le uniche, sono: l’Accademia musicale Chigiana, l’Istituto Franci e l’Accademia nazionale Siena Jazz. La Chigiana vive di vita propria grazie anche al tipo di finanziamenti di cui beneficia che la rendono in qualche modo autonoma. Le altre due no, dipendono e non solo, dal Comune di Siena. Il Franci, in particolare, che si trova in  una fase di statalizzazione – ammesso che vada avanti dopo la incomprensibile decisione presa dalla maggioranza consiliare –  il contributo del Comune si è ridotto fino ad arrivare quest’anno a poco più di cinquantamila euro. Una diminuzione compensata dall’intervento ministeriale, che ha superato i due milioni e cinquecentomila euro. E così, se il processo di statalizzazione dovesse andare avanti, Siena si doterebbe di una terza università autonoma. 

L’Istituto Franci nacque con delibera del Comune di Siena il 27 gennaio del 1834 come Scuola di musica e solfeggio della Banda municipale, il cui direttore fu per cinquant’anni Rinaldo Ticci. Ora tutto è messo in forse, con il rischio che il Ministero si ritiri dopo la presa di posizione della maggioranza comunale con la quale non intende più onorare gli impegni assunti nel 2019. Certo, il sindaco potrebbe rinunciare anche al riconoscimento universitario e riprendere il cammino di un istituto musicale del Comune, ma dovrebbe trovare nuovi locali e un compenso annuo di un milione e oseicentomila euro, cosa impossibile. 

Passando al Jazz, vediamo come si sostiene: dalle iscrizioni seicentocinquantamila euro, dal Comune quattrocentonovantamila euro, dalla Regione Toscana quattrocentomila e dal Ministero competente duecentoquindicimila euro. Questa è la base di discussione di natura economica. Il Comune, di sua iniziativa, ha deciso di rivedere lo statuto che vede fra i soci oltre a lui la parte jazzistica dell’Accademia Nazionale e la Provincia di Siena. Decisione che, come quella espressa per il Franci, ha come obiettivo di ottenere un riconoscimento maggiore dovuto, in questo caso alla quantità di finanziamenti che eroga. Le modifiche apportate allo statuto in una delibera nell’ultimo Consiglio comunale sono state ritirate, momentaneamente, per ulteriori verifiche. Ciò è un bene! Con una raccomandazione, però: che le verifiche che verranno fatte tengano conto dei passaggi legislativi indispensabili al fine del riconoscimento statale. Si potrebbe correre il rischio come città di perdere l’alta formazione e con essa l’attrazione che l’Accademia oggi esercita a livello nazionale e internazionale.

Già, perché in tutti e tre i casi stiamo parlando di formazione e tutti e tre i soggetti, Chigiana, Franci e Jazz esercitano una forte attrazione con un potenziale ancora tutto da scoprire. Formazione che libera redditività positiva fatta di permanenze lunghe, di affitti, di uso continuato di servizi dalla ristorazione al commercio, insomma quello di cui la città ha bisogno. L’invito che ci sentiamo di fare al sindaco è che si faccia carico dei problemi e trovi le soluzioni concordate. La soddisfazione più grande, per un amministratore, è quando diventa punto di riferimento autorevole.