Dalle fake news alle bufale, tutte le pallottole mediatiche.

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IL COLLOQUIO Dizionario Alberto Castelvecchi, professore di Comunicazione alla Luiss: pregiudizi e potere del web nel distorcere i dati di fatto
Più forte della realtà ” Perché rovinare una bella storia con la verità ” che ognuno vuol sentire?
Nel web le persone reali scompaiono in un gioco di specchi. Ma se, come ci ha insegnato Zygmunt Bauman, la società ormai è liquida, il grande problema è che nessuno ha ancora scritto un manuale di nuoto ” . Alberto Castelvecchi è esperto di comunicazione e professore alla Luiss di Roma. Le chiamiamo fake news , ma non sono, in realtà, le classiche bufale? Sono molto simili. La bufala è un ‘ informazione falsa, data volontariamente o involontariamente, che però sembra realistica sulle prime. Il pregiudizio della gente rende plausibili le bufale, permettendo così la loro diffusione. Basterebbe ricordare il caso delle magliette con il disegno della cintura di sicurezza disegnata a Napoli: notizia falsa che è girata tantissimo. Allora vanno oltre? Lavorano sullo stesso principio delle bufale, ma diversamente da queste viaggiano in branco, muovendosi con la logica del bombardamento. Partono da una notizia del tutto inverosimile, a esempio quella del cugino della Boldrini parcheggiatore abusivo fuori dalla Camera a 30.000 euro al mese. In tal caso la propagazione si basa sul fatto che ottenendo molti like, più persone sono disposte a crederci. Una bugia ripetuta centinaia di volte sembra subito vera e ci vuole tempo per smontarla. Se dico che il politico X è massone e lo ripeto ossessivamente, otterrò un trend di opinione. E questo è il modo in cui funziona la fabbrica del consenso delle fake news . A volte però una notizia potrebbe essere vera – magari in parte – eppure manipolata da risultare fasulla. Intanto, ciò che rende vera o falsa un ‘ affermazione nell ‘ i nformazione è il sistema di aspettative delle persone: se credi che la Coca-Cola è buona, ti piacerà. Così, se presento la stessa notizia su Renzi, Di Maio, Salvini ai sui sostenitori o avversari politici, la lettura che verrà data sarà differente, perché basata sulle aspettative di chi la legge. Un secondo elemento consiste nell ‘ ev idenziare o eliminare alcuni dettagli in modo da modificare radicalmente il senso della notizia, per quanto vera che sia alla base. Ad esempio, la notizia che Salvini è andato da Putin è vera, ma potrebbe diventare denigratoria se la rivolgo ai suoi detrattori, magari con una cornice tipo ” S a lvini se la fa con Putin ” o ” S a lvini servo di Putin ” . Il cybernauta è imprigionato in una bolla, tanto da vedere alla fine solo le notizie che vuole vedere, senza più contatto con la realtà? I social ci stringono in un angolo con il loro sezionare gli utenti secondo un segmento di opinioni commerciali o politiche attraverso l ‘ uso dei big data. Così riescono a conoscere tutto del comportamento dei consumatori. E daranno loro ciò che vogliono. Se so che un cybernauta gradisce notizie pro-Putin, lo bombarderò in tal senso, è un ragionamento di mercato. I media tradizionali erano come la guerra tradizionale: il nemico veniva bombardato a tappeto. I social operano in tempi di nuova guerra: operazioni chirurgiche, bombing mirato. La propaganda però è sempre esistita. Cosa c ‘ è di diverso e più pericoloso nelle fake news ? Comunismo, liberalismo, cultura democratica-cristiana manipolavano le notizie ma sulla base di ideologie con u n ‘ ampia riflessione teorica. Le fake news si basano sulle opinioni del singolo deformate, che ritornano al singolo irretito nel sistema di specchi. Si può far qualcosa, a livello l e g i s l a t i vo? Difficile. I troll che sparano opinioni non sono riconducibili a una persona fisica, ma spesso moltiplicazioni d ‘ una singola centrale.
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