Caravaggio, Lippi, Bellini I capolavori ritrovati di Palazzo degli Alberti

di Maria Cristina Carratù
Apre al pubblico da oggi, per la prima volta nel suo insieme (una apertura parziale, e limitata, c’era stata nel 1984), la Galleria di Palazzo degli Alberti a Prato, un unicum di 142 opere d’arte di inestimabile valore ( 90 quelle in esposizione, ma tutte saranno accessibili) fra le quali svettano capolavori come l’Incoronazione di spine del Caravaggio, la Madonna col Bambino di Filippo Lippi, e il Crocifisso in cimitero ebraico di Giovanni Bellini ( ingresso gratuito ogni sabato e domenica, e oggi per l’inaugurazione, info: gallerieditalia. com). Lo hanno annunciato ieri, insieme al sindaco di Prato Matteo Biffoni e al governatore della Toscana Eugenio Giani, l’executive director Arte, Cultura e Beni storici Intesa Sanpaolo Michele Coppola e il direttore regionale Toscana e Umbria Intesa San Paolo Luca Severini, sottolineando come l’iniziativa, inserita nel piano pluriennale Progetto Cultura del maggiore gruppo bancario italiano, oggi proprietario di Palazzo degli Alberti, sostenuta da una « forte sinergia tra istituzioni pubbliche e realtà private», e dal «lavoro costantemente condiviso con Banca Popolare di Vicenza in Lca, soprintendenza competente, Comune di Prato » , consenta oggi di valorizzare « un patrimonio culturale di grande significato identitario per la città».
L’apertura della Galleria arriva dopo tre anni di lavori, e la realizzazione di un accesso dedicato alla collezione, di un deposito per le opere non esposte, di vari interventi di conservazione, e di un percorso espositivo ( curato da Lia Brunori) completamente ripensato e ampliato, che procede per ordine cronologico, dai due tabernacoli 400eschi per i Santi protettori di Prato, attraverso l’opera di Giovanni Bellini e Filippo Lippi, Bronzino e Santi di Tito, e molti altri, fino a Caravaggio, alla grande pittura ‘600 e ‘700esca, agli artisti pratesi dell’Ottocento e alle sculture di Lorenzo Bartolini, e ai ‘ 900eschi Ardengo Soffici e Galileo Chini. « È una gioia e una soddisfazione», ha detto il sindaco Biffoni, «poter restituire ai cittadini capolavori che raccontano una storia di arte e di emozioni».
Una notizia a lungo attesa dai pratesi, che hanno sempre considerato come “ propria’’ la ricca collezione, a suo tempo messa insieme dalla ex Cassa di Risparmio di Prato e custodita all’interno dello storico palazzo dove la banca ha avuto sede fino al 2003. Immobile poi passato (collezione compresa, con alcune opere addirittura trasferite in Veneto) alla Banca Popolare di Vicenza, in cui Cariprato è stata incorporata nel 2010, e infine confluito, nel 2017, dopo il clamoroso crac della banca vicentina, nel patrimonio architettonico di Intesa San Paolo, mentre la collezione ( valore stimato: circa 60 milioni) è rimasta alla nuova spa Banca Popolare di Vicenza in Lca (liquidazione coatta amministrativa). Alle prese con migliaia di creditori truffati in attesa di risarcimento, i liquidatori di BPVI hanno tentato in tutti i modi, per massimizzare il possibile ricavo, di mettere in vendita le opere separatamente, bloccati però da una sentenza del Tar della Toscana, che nel novembre 2020, dopo un ricorso della soprintendenza, ha posto alla collezione, considerata un unico corpo espositivo, un vincolo di pertinenza. Riconoscendone, cioè, l’inscindibile legame con Palazzo Alberti, e dunque con Prato, anche nel caso in cui le singole opere finissero ad acquirenti diversi. Respinto, con grande sollievo sia dei creditori della ex banca vicentina che dei pratesi, un primo appello al Consiglio di Stato (ce n’è in piedi un secondo, ma si è potuto comunque procedere), i liquidatori di BPVI in Lca hanno comunque aperto un “ processo competitivo” in vista della cessione ( in 4 lotti separati) delle opere della collezione della Galleria degli Alberti, attraverso offerte ( per ora) non vincolanti di acquisto ( il termine ultimo per le presentazioni è scaduto il 28 febbraio scorso). Nonostante il vincolo, che scoraggerà forse molti potenziali acquirenti, ma selezionerà quelli davvero interessati al valore collettivo dell’insieme (fra le offerte arrivate, e per tutti e 4 i lotti, c’è quella della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato), mentre il ministero dei beni culturali può ancora esercitare il diritto di prelazione.
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