Arriva dal capoluogo lo stop alla «Grande Siena» dei musei

Bocciata dall’assessore alla cultura Tirelli la proposta di una card unica

Aldo Tani

 

Siena Questo matrimonio non s’ha da fare. Altolà del Comune di Siena alla proposta della Fondazione Musei Senesi di istituire una card polifunzionale per girare in totale libertà le realtà culturali della provincia. Un progetto che mirava ad ampliare l’offerta turistica, stimolando il visitatore a soggiornare più a lungo nel territorio.

Opportunità che l’amministrazione De Mossi non ha preso neppure in considerazione, ribadendo la volontà di non avviare alcun percorso comune con la Fondazione. «È un ente inutile, che non è in grado di portare alcunché alla città — afferma Alberto Tirelli, assessore al Turismo — non possono pensare di rientrare dalla finestra dopo che sono stati buttati fuori dalla porta». La porta, in realtà, l’ha sbattuta il Comune di Siena, che nell’ottobre scorso ha deciso di uscire dal sodalizio e oggi è una delle sei amministrazioni a non far parte della Fondazione.

Che per bocca del presidente Alessandro Ricceri evidenzia l’occasione gettata al vento: «Alla fine ci perdiamo tutti. Noi che, pur gestendo alcuni musei in città (tra i quali l’Accademia dei Fisiocritici, ndr ), ci vediamo privati del sostegno del capoluogo. Questo è il momento di fare squadra, non di affidarsi alle strategie politiche». Secondo il presidente, la motivazione del «no» non è infatti da ricercarsi nella proposta analoga lanciata dal Comune per tre visite museali da completarsi nell’arco di un anno: «Di tecnico, il loro responso non ha niente. È frutto di una partita politica. Io comunque gioco un ruolo super partes, quindi presiedendo un ente culturale, tengo la porta aperta».

Un’apertura che per Tirelli è fine a sé stessa: «Chi mi conosce sa bene che non guardo in faccia al colore politico. Cerco di perseguire l’interessi di questa città e negli anni nei quali Siena ha fatto parte della Fondazione (nel circuito era inserito il Museo Civico, ma non il Santa Maria della Scala, ndr ), non si sono registrati risultati rilevanti. Ora facciamo a modo nostro». Quindi, avanti con una carta cittadina e una possibile collaborazione con le realtà circostanti: il tutto da realizzarsi a breve: «Alcuni Comuni si sono mostrati interessati. Poi vogliamo coinvolgere le tre associazioni delle guide turistiche. Pensiamo di poter partire entro luglio, in modo da incentivare il turismo estivo».

L’ostacolo a un progetto di ampio respiro potrebbe essere la difficoltà di dialogo tra centro e periferia, perché come ricorda Ricceri, «non è che l’addio di Siena alla Fondazione dagli altri Comuni sia stato preso molto bene. Quindi, adesso potrebbero essere loro a tirarsi indietro». Un problema che per Tirelli non esiste: «L’iniziativa sulla Francigena che abbiamo presentato in queste ora — conclude — dimostra il contrario». Scartato il matrimonio, si pensa ai fidanzamenti.

 

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