Accordo a sinistra: “Leadership a Pisapia”.

MAURO FAVALE
ROMA.
Quattro ore di riunione, 18 partecipanti (17 uomini, una sola donna) ma alla fine, come dice Giuliano Pisapia, «abbiamo fatto un importante passo avanti ». La chiave sta tutta in una frase del comunicato che segna la ripartenza per il cantiere del nuovo centrosinistra, quello nato il primo luglio in piazza Santi Apostoli e sopravvissuto alle frizioni estive tra Mdp e Campo progressista e alla rottura sulla candidatura in Sicilia. «Si è rafforzato e definito — si legge nella nota diffusa al termine del vertice — un percorso comune di costruzione di un centrosinistra innovativo, capace di battere le destre e i populismi e alternativo alle politiche sbagliate del Pd di Renzi». Quell’aggettivo, «alternativo», secondo Mdp sgombra il campo dalle «ambiguità» e apre al confronto con soggetti civici ma anche con Sinistra Italiana in vista di un potenziale cartello elettorale in grado di superare gli sbarramenti per Camera e Senato.
Un’apertura raccolta da Nicola Fratoianni, segretario di Si: «Incontriamoci e confrontiamoci », dice. Ma c’è da superare uno scoglio: la guida che Mdp e Campo progressista affidano a Pisapia («È lui il leader», dice Pierluigi Bersani) e che Fratoianni contesta, proponendo, per la scelta, «un metodo democratico». «Le primarie? Non esiste al mondo», precisa Massimiliano Smeriglio, luogotenente di Pisapia a Roma. Per lui, il punto di riferimento inamovibile del nuovo soggetto è l’ex sindaco di Milano. Che da ieri avrà il ruolo di “portavoce”: sarà lui a presentare al governo, nei prossimi giorni, 3-4 punti di programma in vista della manovra. Un modo per tenere vivo il dialogo con l’esecutivo ed evitare la rottura sulla legge di bilancio che pure più d’uno in Mdp va predicando.
Il vertice (presenti, tra gli altri, Bruno Tabacci per Campo progressista e Massimo D’Alema, Roberto Speranza e Guglielmo Epifani nella delegazione di Mdp che conta anche l’unica donna, la senatrice Cecilia Guerra) conferma la volontà di lanciare la nuova formazione con un’assemblea. Non più in ottobre, come stabilito a luglio, ma «in autunno », dopo le Regionali in Sicilia. Il percorso per arrivare a quell’appuntamento, però, verrà definito in una serie di riunioni che, d’ora in poi, avranno cadenza quasi settimanale. Da decidere, ancora, il nome del soggetto (“Insieme” è provvisorio) le modalità di partecipazione all’assemblea e il nodo delle candidature. A occuparsene potrebbe essere un “comitato di garanti”: una richiesta di Pisapia raccolta da Mdp. Quanto all’ipotesi del tesseramento, Smeriglio frena Mdp: «L’organizzazione del partito viene a valle delle elezioni, prima prendiamo due milioni di voti».
Gelido il commento del Pd dopo la riunione: «Un centrosinistra senza Pd più che un’utopia è una sciocchezza», dice Lorenzo Guerini. «La competizione divisiva favorisce gli avversari», è la convinzione del vicesegretario Dem Maurizio Martina.
Fonte: La Repubblica, www.repubblica.it/