A proposito dell’intervista del De Mossi

di Pierluigi Piccini

È divertente commentare le interviste e fare una vera e propria opera di disvelamento, far apparire la verità non ciò che si vorrebbe far credere. Mi riferisco all’intervista che l’avvocato De Mossi ha rilasciato a Siena Post. Da dove iniziare? Proviamo dalla presenza della Regione nel consiglio di amministrazione della Fondazione Santa Maria della Scala. Andiamo per ordine. I membri avrebbero dovuto essere espressione del socio fondatore, cioè il Comune e, come è stato comunicato ufficialmente in Consiglio comunale, avrebbero dovuto essere quattro della maggioranza e uno della minoranza. Ma la Regione non è un socio fondatore, ed è difficile considerarla nella minoranza del Consiglio. Evidentemente esiste un accordo telefonico in questo senso fra De Mossi e Giani. Dovremmo comunque considerare Veronica Ferretti, appena nominata, all’opposizione, mentre la Regione sarà ufficialmente e con molta probabilità, fra i soci sostenitori con la relativa delibera di nomina e con uno stanziamento economico? Si conferma il solito pasticcio fra l’istituzione e i rapporti personali.

Ma andiamo avanti. Questa maggioranza ha promosso secondo De Mossi una schiera di nuovi amministratori. Bene, prendiamo una nomina per tutte e di grande importanza. Lucia Cresti, al di là delle competenze su cui non voglio entrare per onestà di cronaca, scelta come nuovo presidente del Santa Maria della Scala, è stata assessore  della cultura con la giunta Ceccuzzi. Ecco una dimostrazione lampante della contiguità di rapporti tra l’attuale maggioranza comunale e una parte del Pd e non solo di esso. La Cresti sarebbe la figura che dovrebbe impostare il futuro della Fondazione, andando a cercare soci sostenitori a livello nazionale e internazionale, affidare incarichi di allestimento e di recupero architettonico dell’edificio, fare il bando per il direttore artistico che supererà la scadenza di questa amministrazione comunale, fissata per il dicembre 2023. Con tutto questo lavoro è probabile che ci sia il concorso di qualche aiuto esterno alla stessa Fondazione. Tralascio le nomine di altre partecipate che, in alcuni casi, vengono dalle esperienze di governo del Pd o, meglio, di una parte di esso.

Quanto ai progetti, chi li ha li mandi! Così dice De Mossi. In effetti, siamo di fronte a una amministrazione che non presenta progetti per il Pnrr, e che non riesce a prendere neppure i finanziamenti per le città murate indetto dalla Regione. Per questo il sindaco si rivolge ai cittadini con un appello che fa tenerezza: mandateci i vostri perché noi non riusciamo a farli (possibilmente completi, visto che ci siamo). E magari, cari cittadini, cercate bene ci capire a quale assessore ai lavori pubblici fare riferimento, perché adesso dopo il rimpasto sono diventati tre. Se avete suggerimenti da fare per i servizi sociali, rivolgetevi all’Agenzia del welfare, che sta tanto a cuore al segretario comunale; se sono di natura culturale ora potete interpellare o la Pugliese o il presidente della commissione cultura Castellani. Naturalmente, se siete dello stesso schieramento politico della maggioranza è assai meglio, perché vige la norma “questo è con noi, questo è contro di noi”. Lo diciamo con cognizione di causa perché il movimento Per Siena ha presentato diversi progetti tutti rifiutati o fatti affogare nelle nebbie delle commissioni, nonostante le oggettive opportunità per Siena che rappresentavano. L’ultimo esempio è la proposta di un Distretto culturale evoluto presentato all’ultimo Consiglio e inviato in commissione. Fermiamoci qui, per amore di patria…

 

 

Guardare insieme al futuro di Siena