Tre morti sul lavoro in due giorni è allarme in Toscana

Un operaio è rimasto schiacciato da una lastra di marmo a Pietrasanta Oggi 8 ore di sciopero. Un agricoltore è caduto da una pianta nell’Aretino
di Andrea Vivaldi
Ancora morti sul lavoro. In meno di 24 ore la Toscana conta due vittime, uno al porto e uno in una ditta. Ieri mattina un operaio di 54 anni, Andrea Bascherini, ha perso la vita dentro un’azienda lapidea a Pietrasanta, nella provincia di Lucca. Stava spostando delle lastre di marmo nel piazzale della 2P Trading srl, sulla via Aurelia. Assieme a lui c’era un collega. Alcune lastre sono cadute finendo addosso al lavoratore, che è subito deceduto sotto il peso. Si è salvato invece, per una questione di centimetri, il compagno: è riuscito a evitare l’impatto ed è rimasto solo ferito. I titolari dell’azienda hanno chiamato i soccorsi ma hanno potuto solo constatare il decesso. Sul posto anche carabinieri e ispettori dell’Asl. L’uomo era un operaio esperto. Viveva a Ripa, frazione di Seravezza, insieme alla moglie e aveva una figlia.
E una seconda morte, di cui ancora non si sono chiarite le cause, è avvenuta in un’azienda agricola dell’aretino, a Castiglion Fiorentino. Un uomo di 73 anni, Giuseppe Zizzo, poco dopo le 10 è precipitato da un albero, mentre stava potando dei rami. La salma sarà restituita oggi ai familiari per decisione della pm Elisabetta Iannelli al termine degli accertamenti effettuati sul posto. Nelle indagini si fa strada l’ipotesi di un malore. L’uomo era uscito di casa per dare una mano al vicino, titolare di un’azienda agricola, poi alle 10,30 l’incidente. Cordoglio da parte del sindaco Mario Agnelli. L’uomo era nato a Palermo, ma aveva da tempo acquistato per le vacanze una casa a due passi dall’azienda agricola. Intervenuti anche in questo caso gli ispettori Asl, che assieme a carabinieri e polizia municipale hanno effettuato il sopralluogo e raccolto le testimonianze. Rimane da accertare se possa essere classificato come un incidente sul lavoro o se avesse avuto un male prima. Se così fosse, sarebbe la 24esima morte bianca da inizio anno. Una strage che non ha guardato in faccia all’età e ha tristemente toccato lavoratori di ogni generazione. Solo due giorni fa, martedì mattina, un marinaio aveva perso la vita nel porto di Livorno mentre eseguiva alcune operazioni prima della ripartenza della petroliera sulla quale era imbarcato, un cavo in acciaio utilizzato per l’ormeggio si è tranciato, uccidendo il marinaio. Aveva anche lui 54 anni ed era originario delle Filippine.
I sindacati adesso alzano la voce. Dopo l’incidente di Pietrasanta è stato indetto uno sciopero di 8 ore per oggi nel distretto del marmo di Apuane e Versilia. «Ancora un infortunio mortale nel settore lapideo a pochi giorni di distanza dal grave incidente avvenuto in una cava di marmo per il ribaltamento di un mezzo meccanico — dice Lorenzo Sichei, responsabile Filca Cisl Lucca e Massa Carrara — . Diventa inevitabile un approfondimento di certi avvenimenti. Non c’è casualità in un infortunio sul lavoro, alla sua origine c’è sempre qualcosa che non ha funzionato, che poteva essere quindi evitato ». Secondo il sindacato occorrono più formazione e più controlli preventivi. « Auspichiamo — aggiunge Sichei — che si apra un tavolo di confronto istituzionale a livello territoriale che metta la dovuta luce sul problema».
Intanto il consiglio regionale convocherà per un confronto assessori in materia e dirigenti Asl della sicurezza e prevenzione sul posto di lavoro. «Dobbiamo conoscere la situazione e approntare tutte le azioni necessarie », annuncia il presidente Antonio Mazzeo.
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