Toscana, l’altalena dei sondaggi non turba Giani e il Pd

A giudicare dalle reazioni, non sembra allarmare il Pd toscano, e nemmeno il suo candidato governatore Eugenio Giani, un sondaggio in assoluta controtendenza con quelli diffusi ufficialmente, e anche con quelli commissionati riservatamente dai principali candidati alla successione di Enrico Rossi.

Pubblicata sul confindustriale Sole 24 Ore, la rilevazione Winpoll-Cise registra una sostanziale parità tra Giani, accreditato del 43%, e la sua principale avversaria, la leghista Susanna Ceccardi, che lo tallonerebbe al 42,5%. Un dato che secondo Roberto D’Alimonte e Lorenzo De Sio, registi del sondaggio, è legato «all’avanzata della Lega e Fdi e alla limitata visibilità di Giani, che non è un presidente uscente».

Fino a ieri, tutte le rilevazioni ufficiali davano Giani, sostenuto da Pd, Italia Viva, Verdi, buona parte di Leu (Sinistra civica ecologista) e da altre formazioni laiche (Psi, Pri ecc), con un vantaggio che andava da un minimo di quattro a un massimo di otto, nove punti percentuali. Da parte sua l’esperto candidato demrenziano, presidente uscente del Consiglio regionale toscano e infaticabile procacciatore di consensi nella sua lunga carriera politica, ha puntualizzato: «In realtà i sondaggi sono due. Da un lato quello di Tecne che è uscito sui circuiti nazionali televisivi e mi dà 4 punti avanti a Ceccardi. E poi c’è questo de Il Sole 24 Ore, che mi dà effettivamente allo 0.7%, e mi hanno detto che poi è stato ritoccato per difetto».

A seguire Giani dà una valutazione generale: «In questi giorni usciranno vari sondaggi, e di questi dovremo fare la media. Ma sapere di avere qualche punto sopra Ceccardi mi dà forza e coraggio. Il sondaggio de Il Sole mi dà anche un valore aggiunto che è dell’1,5% rispetto alla coalizione. Mi dà la consapevolezza di essere un valore aggiunto. E il fatto di avere, in queste settimane, sempre sondaggi favorevoli, è per me motivo di incoraggiamento per quella che sarà la soddisfazione di confermare il centrosinistra alla guida della Toscana, con i nostri programmi».

Alla sostanziale tranquillità di Giani fa eco la segretaria toscana dem Simona Bonafè: «Sono usciti sondaggi con esiti diversi, che certamente prendiamo in considerazione, ma la nostra determinazione è comunque massima sia quando le rilevazioni sono per noi positive, sia quando i margini di differenza sono ridotti. Non sottovalutiamo la sfida, ma siamo anche convinti che spiegando bene la nostra idea di governo e raccontando l’onestà dei fatti, Giani e il Pd raccoglieranno la fiducia degli elettori». Sulla stessa linea il sindaco fiorentino Dario Nardella: «I sondaggi sono fotografie di un momento, vanno letti dal punto di vista della platea che viene intervistata».

Va da sé che Susanna Ceccardi attacca: «La Toscana vuole cambiare governo e non è difficile capire perché. Mentre noi parliamo di realizzare infrastrutture, migliorare la sanità, rendere efficienti i servizi di gestione di acqua e rifiuti e abbassare la pressione fiscale, gli altri tentano di demonizzarci diffondendo bufale».

Ma le risponde a stretto giro di posta Matteo Renzi, legato a doppio filo a Giani, che ha ufficialmente avviato la campagna di Italia Viva in regione, e che l’11 settembre sarà alla Leopolda con la ministra Bellanova: «Il sovranismo non fa bene alla Toscana. Vale per il turismo, l’export, l’agroalimentare. Siamo cittadini del mondo, abbiamo bisogno della globalizzazione buona, per il nostro Made in Italy. Se ci chiudiamo siamo morti. La nostra distanza con Ceccardi è legata ai temi della Toscana, che è regione d’Europa».

A dubitare del sondaggio confindustriale è anche Tommaso Fattori, candidato di Toscana a Sinistra, che lo vede come un mezzo per orientare l’elettorato: «Mi hanno telefonato per raccontarmi di aver risposto a domande fatte ad arte – spiega – e vorrei tranquillizzare i nostri sostenitori: a giorni presenteremo il sondaggio che abbiamo commissionato noi, indipendente e scientifico». «Quello del Sole 24 ore è un ‘sondaggio a orologeria’ – chiosa Massimo Torelli che coordina la campagna di Fattori – serve a creare un po’ di suspance, e anche a promuovere il cosiddetto ‘voto utile’ dove non ci sono i presupposti, come qui in Toscana».

 

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