Questa cosa che bisogna fare, sono io che la devo fare

 

Questa cosa che bisogna fare, sono io che la devo fare.

Forse qualcuno si stupirà pensando che abbia proposto una banalità con questa citazione. In realtà a scriverla è stato un importante filosofo francese, morto nel 1985 a 82 anni, Vladimir Jankélévitch, riconoscibile per il cognome come di origine familiare slava ed ebraica, autore tra l’altro di un importante Trattato delle virtù (1949). Questo suo motto è un’esortazione significativa che cerca di esorcizzare una tentazione che ha generato un comportamento sistematico, espresso in italiano con la pittoresca locuzione dello «scaricabarile».

Quante volte si levano alte lamentele contro l’inerzia della politica, la corruzione pubblica, il degrado urbano e così via, in una lunga litania di denunce, mentre nel proprio piccolo non si fa nulla per contrastare queste derive. Oscar Wilde ironizzava affermando che «il dovere è quello che ci aspettiamo dagli altri». Il miglior commento pratico al detto del filosofo l’ho trovato affisso anni fa in un comune lombardo: «Storia di quattro persone di nome: Ognuno, Qualcuno, Ciascuno, Nessuno. C’era un lavoro necessario da fare. Ognuno era sicuro che Qualcuno l’avrebbe fatto. Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece. Finì che Ciascuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ognuno avrebbe potuto fare».

 

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