L’addestramento equino fermato dal maltempo e dall’assenza di programmazione del Comune di Siena.

intervento di Pierluigi Piccini

 

Il Palio non prevede improvvisazione, richiede conoscenza e lungimiranza. All’attuale Amministrazione comunale non è mai saltato in mente di intervenire in maniera definitiva e organica sull’addestramento equino, per rendere possibile l’effettuazione, nelle date prestabilite, delle corse di Monticiano e Mociano, in modo da liberarsi una volta per tutte dalla morsa del maltempo che, sistematicamente, ogni anno rende impraticabili le piste? Nel mio programma di governo ho già illustrato il progetto, che oggi più che mai mi sento di ribadire per realizzare una nuova pista comunale, con un fondo di sabbia silicea, che sia praticabile con ogni tipo di situazione atmosferica. Una pista “quattro stagioni”, adatta alle corse di addestramento, quindi analoga alle caratteristiche di Mociano, ma adeguata anche ai lavori che durante l’anno siano necessari ai fantini e agli allenatori di cavalli del Protocollo. Il fatto importante è che la pista possa essere praticata sempre, grazie alla consistenza della sabbia, consentendo di non interrompere il calendario di addestramento. Con una nuova pista eviteremo clamorosi rinvii, uno dietro l’altro, come quelli che stanno paralizzando in questi giorni tutto il mondo del Palio: fantini, allenatori, proprietari e dirigenti di Contrada che senza un calendario certo devono fare i salti mortali per poter assistere alle corse di addestramento, dalle quali ricavano valide indicazioni per le scelte che dovranno compiere il giorno della tratta. Anche i dirigenti hanno diritto di poter contare su un calendario certo, per potersi districare con gli impegni familiari e professionali. In assenza di una valida alternativa a Monticiano e Mociano, il danno più rilevante viene procurato agli allenatori che non riescono a programmare la preparazione dei cavalli, e soprattutto ai cavalli stessi sottoposti ad un sovraccarico di corse, effettuate a ritmo serrato, pur di esaurire la programmazione, prima delle previsite. Paradossalmente, il protocollo che dovrebbe servire a potenziare la salvaguardia degli animali si rivela un boomerang, una fonte di stress e quindi scarsamente rilevante anche ai fini della valutazione.