Il 25 aprile del movimento Per Siena

 

Documento in occasione della Festa della Liberazione

SIENA – La Festa del 25 Aprile, la celebrazione della Resistenza, sembravano avviarsi verso uno stanco rituale, dopo un periodo di democrazia, di libertà e di pace durato quasi ottant’anni. Purtroppo, stiamo scoprendo quanto sia rischioso abbassare la guardia contro il nazionalismo, l’imperialismo, il fascismo, la violenza in genere. Il riferimento non è solo a una guerra rilevante nel cuore dell’Europa, ma anche agli episodi di vandalismo in chiave politica e sessuofobica avvenuta nei giorni scorsi, in un ufficio pubblico, nei confronti di una sindacalista. E non bisogna sottovalutare l’odio gratuito che ormai pervade la società: persino delle giovani minorenni. Tutto questo a Siena. Quindi, non in una grande città piena di contraddizioni e disuguaglianze, ma in un piccolo centro che, un altro atteggiamento retorico (ma vuoto) vorrebbe “sotto controllo”. Purtroppo non è così, evidentemente. E certo la soluzione non può essere delegata alla repressione.

Allo stesso tempo, le vicende dell’Ucraina ci insegnano quanto sia importante attuare principi di civiltà di pace, di solidarietà, rifiutare ogni forma di violenza, nonché l’uso delle armi. Non esistono guerre giuste, perché il valore della vita umana va oltre le ideologie, il patriottismo o qualsiasi principio. Il dialogo, la ricerca della pace a ogni costo dovrebbero esserne la logica conseguenza. Allo stesso modo, l’odio che pervade anche i piccoli centri esprime in realtà un bisogno di giustizia sociale e di soluzione alle vecchie e nuove povertà.

Per Siena ritiene indispensabile l’impegno dei cittadini verso la legalità e il buongoverno, in uno spazio – secondo i principi della Costituzione – aperto a giustizia, equità e uguaglianza. Allo stesso tempo considera il 25 aprile, la ricorrenza della Liberazione, come una data simbolo per una civiltà che non crede alla violenza e alla guerra ma, anzi, vuole liberare l’uomo dai vincoli d’odio e di morte.