Houellebecq sottomette la Francia all’Islam ed è polemica.

Pubblicato: 17/12/2014

Elezioni francesi del 2022: testa a testa fra due fronti contrapposti. Da una parte il Fronte Nazionale di Marine Le Pen, dall’altra ciò che resta dei vecchi partiti (Ump e socialisti) riuniti sotto l’egida di una nuova, potente formazione politica: la Fratellanza Islamica. Non è un film di fantapolitica, ma lo scenario ipotizzato nell’ultimo libro di Michel Houellebecq dal titolo emblematico: Sottomissione (esce il 7 gennaio in Francia per Flammarion e il 15 in Italia per Bompiani).

Houellebecq usa ancora una volta la provocazione e il paradosso e rimane fedele alla sua immagine di scrittore “maledetto”. Va detto che il suo non è un pamphlet politico, ma un’opera letteraria, tuttavia i temi affrontati, nella Francia e nell’Europa di oggi, sono esplosivi.

C’è il tema della decadenza della civiltà occidentale che lo scrittore sembra impersonare nel protagonista del romanzo, un professore deluso e ormai cinico che vede le sue lezioni affollate di studentesse velate in ossequio all’interpretazione più restrittiva dell’Islam. C’è l’apparentemente inarrestabile avanzata dei tradizionalisti alla Le Pen che si nutrono del timore del diverso, dell’immigrato, dell’islamico e propongono come rimedio magico il ritorno alle identità delle patrie e delle tradizioni, soprattutto religiose.

Ma Sottomissione (che riprende tra l’altro un titolo tristemente famoso usato dal regista olandese Theo Van Gogh poi ucciso dai fondamentalisti) è molto diverso dall’altro libro scandalo del momento in Francia: Le suicide francais di Eric Zenmour. Quello di Zenmour è un saggio politico in cui l’autore abbraccia sostanzialmente le posizioni di Marine Le Pen e denuncia quel che in Italia verrebbe definita la “filosofia del declinismo”. Houellebecq invece è spiazzante, onirico, usa abilmente per la sua finzione letteraria gli esplosivi ingredienti dell’attualità sociale e politica ma per un romanzo che ha nel paradosso la sua chiave di lettura.

L’esempio più lampante è lo scenario post elettorale dopo la vittoria dell’Alleanza Islamica: in Francia spariscono le minigonne e si diffonde l’uso del velo senza alcuna protesta, anzi in una società che sembra ritrovare, nella sottomissione all’Islam, l’energia e l’entusiasmo perduto. Tutto questo da parte di un autore che definì l’Islam “la religione più stupida” e fu per questo denunciato e processato (venendo poi assolto).

Quel che è certo è che prima ancora di arrivare in libreria Sottomissione ha già fatto esplodere la polemica su tutti i social network. Con qualche accento ironico: Faiza Zeruala(@faizaz) commenta su twitter sarcastica: “Finalmente il libro apre un dibattito su un nuovo tema: l’Islam in Francia”. E Jean Marie Pottier (@jmpottier) dopo aver messo in evidenza che il libro ipotizza un Hollande ancora in carica all’Eliseo nel 2022 dopo aver vinto quindi le elezioni del 2017 conclude: “È chiaro che quello di Houellebecq è un romanzo di fantascienza”.