Fur ewig

Monte, la Cisl spinge per la soluzione Generali

Ma c’è l’incognita Axa. E Salvini invece: Mps terzo polo aggregando altre banche

Aldo Tani

 

siena Per Banca Mps prima o poi si spalancheranno le porte del mercato. È assodato che lo Stato, anche se i tempi sono ancora da stabilire, si farà da parte e allora sarà il momento dei privati, anche se con un piano industriale da definire non è semplice individuarli. Qualcuno prova a spingersi in avanti. Riccardo Colombani, appena riconfermato segretario generale della Firs Cisl, auspica per Rocca Salimbeni la soluzione Generali. «Senza capitale adeguato — dice il sindacalista — Mps non può competere con le altre banche, perché non può erogare credito e quindi non può aumentare i ricavi da interessi. È come un pugile che sale sul ring con un braccio legato dietro la schiena. Al di là della contesa tra gli azionisti di Generali (secondo azionista del Monte dopo il Tesoro, ndr ), l’auspicio è che Mps possa rientrare nei disegni strategici del Leone di Trieste. Non è un’operazione romantica, per la mera salvaguardia del marchio e per l’integrità della banca più antica al mondo: Generali ne trarrebbe indubbi vantaggi». L’operazione in linea teorica è plausibile e potrebbe ricalcare quanto fatto da Unipol con Bper, i dubbi arrivano sull’applicazione concreta, anche e soprattutto per la presenza di Axa che ha un partenariato di lungo corso sui prodotti finanziari e assicurativi con Mps da cui non sarebbe facile sganciarsi.

Colombani però tira dritto: «Bisogna creare le condizioni, affinché ciò accada, con incentivi da una parte e, dall’altra, con l’impegno verso il lavoro, verso i territori, verso il Paese. Intanto serve l’ennesimo piano di impresa, che non potrà basarsi ancora sui sacrifici per lavoratrici e lavoratori, come il piano 2016-21, che ha determinato il crollo dei ricavi. Poi, il Cda dovrà definire l’aumento di capitale da fare al più presto per sviluppare il credito e recuperare progressivamente le quote di mercato». Una strategia di diverso tenore la propone il leader leghista Matteo Salvini, che non avrebbe gradito l’avanzata di Crédit Agricole su Bpm. Il leader della Lega è tornato a rilanciare sul tavolo senese: «Il Tesoro ha confermato che Mps merita un futuro da protagonista, senza spezzatini, svendite e chiusure indiscriminate. Ora avanti tutta, per archiviare i disastri targati Pd e trasformare il Monte dei Paschi nel terzo polo bancario italiano, aggregando altre banche, a sostegno delle piccole e medie imprese».

 

 

 

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