Fondi e idee, M9 avanti tutta.

Elisio Trevisan
M9 deve ancora nascere e ha le sue gatte da pelare sulla strada per auto sostenersi, ma il Museo del Novecento nel cuore di Mestre è già diventato lo stimolo per intervenire anche nel cuore della Serenissima. La Fondazione di Venezia, infatti, ha in animo di inserire nel prossimo piano triennale, 2018-2020, un Progetto Venezia per contribuire a riportare residenti in centro storico, attirando e sviluppando funzioni che non siano connesse alla monocultura turistica. Non a caso Giampietro Brunello, presidente della Fondazione, ha condiviso con il Consiglio generale la nascente iniziativa che non dovrà essere incentrata solo in laguna ma allargata all’intera Città Metropolitana «perché solo inserendo Venezia nel territorio e vivificando entrambe le realtà si potrà ridarle vita e non solo a servizio di chi non ci abita».
Altrimenti?
«Altrimenti Venezia con neanche 60 mila abitanti diventerà un borgo di Mestre».
Senza turismo, però, cosa le rimane?
«Venezia è piena di musei, e uno importante ne stiamo realizzando anche a Mestre ma il centro storico non può diventare un museo. Questa città è patrimonio dell’Umanità perché è un esempio di come si può vivere ma se perde gli abitanti che patrimonio è? Poi è vero che bisogna stare attenti anche a demonizzare il turismo, a dire che le trasformazioni degli edifici non possono essere solo per nuovi hotel: se vuoi sanare un’azienda che sta male devi intervenire non solo tagliando i costi ma con investimenti. Casomai bisognerà discutere su quali alberghi, quale ospitalità, quali crociere… ma non stare fermi».
Quale Venezia domani, dunque, è il progetto che farete partire dall’anno prossimo. Un altro impegno economico, oltre a quello enorme per il Museo di Mestre, e proprio le scorse settimane il Consiglio ha bocciato la vendita della sede storica della Fondazione sul Rio Novo che avrebbe portato 18 milioni di euro in cassa, e d’altro canto ha bloccato l’acquisto di azioni Friuladria per 6 milioni di euro. Lo finanzierete con questi 6 milioni di euro il Progetto Venezia?
«I soldi li troveremo, intanto abbiamo coperto l’intero Piano triennale precedente grazie ai fondi derivati dalla vendita delle azioni Save, al fondo Private Equity che arriva a scadenza e al cambiamento del pacchetto di investimenti che ci hanno consentito di ottenere un patrimonio molto più performante».
Però i 18 milioni della sede non sono pochi.
«La mia idea era quella di approfittare dell’offerta del Fondo Axa che intende acquisire la nostra sede per collegarla all’hotel che sta finendo di costruire a fianco, comprare un’altra sede in centro storico da 6 o 700 metri quadrati più funzionale e meno dispendiosa, restare con 10 milioni di euro in cassa e una plusvalenza da 3 o 4 milioni. Quindi non una semplice vendita ma un investimento. Come sempre ne abbiamo discusso in Consiglio e in questo caso ci sono state vedute diverse ma siamo sempre uniti nell’operare per mantenere il patrimonio della Fondazione a disposizione della collettività».
In Friuladria non entrerete perché avete già un 35% del patrimonio investito su Intesa SanPaolo, troppe banche.
«La partecipazione in Intesa SanPaolo la diminuiremo gradualmente ma l’offerta di Friuladria era per oggi e la intendevo come un ponte per sostenere le piccole e medie imprese del territorio dato che ci sarà il crollo degli affidamenti a questo mondo economico. D’altro canto le azioni dell’Istituto del Crédite Agricole proprio in questi giorni sono salite del 30% ma, ripeto, non è un problema. Col Consiglio prenderemo altre strade».
E l’M9?
«Andiamo avanti pancia a terra per finirlo nei tempi prefissati, le risorse ci sono».
E i contenuti?
«È un museo multimediale e quindi per il giorno dell’inaugurazione già ci sono, poi potremo adeguarli e rinnovarli ancora quanto vorremo».
Anche la Treccani per disegnare la storia del Novecento.
«Sì, con l’acquisizione di una partecipazione per circa 2 milioni di euro, per aderire all’aumento di capitale della società come hanno fatto altre Fondazioni, già ci hanno donato la nuova opera in 19 volumi su Venezia, e sarà un partner importante».
Il Gazzettino.

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