Donne fotografe

 

 

 

 

 A cura di Clara Bouveresse e Sarah Moon

Donne fotografe è il cofanetto della collana Fotonote dedicato alle grandi autrici che hanno fatto la storia della fotografia. Tre volumi per un viaggio straordinario che permette di ripercorrere tutta la storia della fotografia attraverso lo sguardo femminile.
Traendo nel 2017 un bilancio della sua creazione, la storica collana Photopoche – Fotonote, nella versione italiana edita da Contrasto – Robert Delpire non ha potuto non constatare che, su oltre 150 volumi sui più grandi maestri della fotografia, ben pochi fossero dedicati alle donne. Lo stesso, allargando lo sguardo, accade in generale per le pubblicazioni editoriali e le mostre. Dalla consapevolezza di questa disparità è nato il progetto di Clara Bouveresse, storica della fotografia, e di Sarah Moon, fotografa e vedova di Delpire, con l’intento di indagare il contributo fondamentale delle donne alla fotografia e di stilare una specie di lungo catalogo delle autrici più significative. Perché di donne fotografe ce ne sono sempre state, e hanno gestito studi fotografici, depositato brevetti, raccontato il mondo, sperimentato, ricercato, esercitato il proprio talento nell’arte del ritratto, del fotomontaggio surrealista, della moda e del reportage.
Donne fotografe presenta così un cofanetto con tre affascinanti volumi che riuniscono le “colleghe del cuore” di Sarah Moon. Si parte dalle Pioniere (1851-1936), intraprendenti e coraggiose sperimentatrici come Julia Margaret Cameron, Claude Cahun, Imogen Cunningham o Tina Modotti, donne che si impossessano dalla fotografia fin dalla sua creazione, aprendo studi e laboratori fotografici, inventando, viaggiando. Si continua con le Rivoluzionarie (1937-1970), che con nuova energia hanno documentato guerre, scontri politici e importanti questioni sociali, come Margaret Bourke-White, Lee Miller, Gerda Taro, Diane Arbus, Eve Arnold o Vivian Maier. Sono donne che rivendicano un approccio soggettivo e personale, prendono posizione e partecipano a diverse battaglie con la loro fotografia, estremamente impegnata. Si arriva infine alle Visionarie (1970-2010), che hanno combinato la fotografia con video, installazioni e altri media mettendo anche in discussione il concetto di creazione di immagini, come Cindy Sherman, Sophie Calle, Francesca Woodman o Shirin Neshat. Il mondo della fotografia rompe inoltre i confini occidentali, e vengono così valorizzate molte fotografe di altri continenti.
I tre volumi così costruiti non hanno pretese riparatorie, ma si pongono come una prima, necessaria tappa da compiere per rendere la ricchezza e la diversità della storia della fotografia: la selezione, come scrive Clara Bouveresse, è «destinata ad essere ultimata, rimessa in discussione, estesa. Questo mattone per la costruzione dell’edificio della storia delle donne fotografe vuole essere insomma un contributo e non una sentenza definitiva». Uno strumento di certo indispensabile per chiunque voglia scoprire un continente ancora in gran parte inesplorato, attraversare la storia dell’arte fotografica nel lavoro di quasi duecento fotografe.
Clara Bouveresse è curatrice e docente di Fotografia presso l’Université d’Evry Val d’Essonne. Ha co-organizzato la mostra “Magnum Manifesto” presso l’International Center of Photography di New York, nel 2017, presentata anche al Museo dell’Ara Pacis a Roma, e ne ha curato il catalogo, pubblicato da Contrasto.
Sarah Moon (Vernon, Francia, 1941), dopo gli esordi come modella a Londra e Parigi negli anni Sessanta, a partire dal 1970 si è votata alla fotografia, in particolare di moda, realizzando numerose campagne pubblicitarie per Chanel, Dior, Cacharel, Issey Miyake e Valentino. Figura chiave della storia della moda per il suo stile anticonvenzionale, è stata la prima donna a realizzare le fotografie per un Calendario Pirelli nel 1972. Negli anni si è avvicinata all’immagine in movimento realizzando spot e video musicali.