Carige a Bper, nasce il quarto polo italiano

L’istituto verrà rilevato per un euro, dopo la ricapitalizzazione di 530 milioni a carico di Fitd e Schema volontario

Fabrizio Massaro

 

Modena e Genova pongono un altro mattone per la costituzione del quarto polo bancario italiano, quello che nascerà dall’acquisizione di Carige da parte di Bper. Sarà un polo da oltre 155 miliardi di attivi (22 portati da Carige) con più di cinque milioni di clienti (800 mila provenienti dall’istituto acquisito) e 2.100 filiali (380 circa di Carige) che supererà Mps e si fronteggerà con Banco Bpm e, a distanza, con Unicredit e Intesa Sanpaolo. Il mattone è quello posto ieri dal Fondo Interbancario (Fitd) che — anche nella sua seconda veste di Schema Volontario — ha accettato la proposta dell’ex popolare guidata da Piero Luigi Montani di rilevare l’80% dell’istituto ligure a 1 euro e con una dote di 530 milioni versata dal Fitd.

Sarà l’ultimo versamento di «sostegno» da parte del sistema bancario «a tutela dei depositanti e degli stakeholder». Dal lato di Bper è un salvataggio che dovrebbe sistemare la banca ligure dopo anni di crisi e vicissitudini azionarie. Ancora oggi Carige, pur in ripresa e con ricavi in crescita del 12,7%, ha perso 90 milioni nel 2021 e ha un rapporto costi/ricavi attorno al 100%. I risparmi saranno effettuati anche intervenendo sul personale e per questo il governatore della Liguria, Giovanni Toti e il sindaco di Genova, Marco Bucci, hanno chiesto che siano tutelati «territorialità, imprese e occupazione».

Solo pochi giorni fa, presentando i conti annuali di Bper chiusi con 525,1 milioni di utili, Montani (che in passato ha guidato Carige) aveva ribadito i paletti entro i quali avrebbe portato avanti l’operazione: «Non devono esserci impatti negativi sul nostro capitale né peggioramenti della qualità del credito». Le conferme sono arrivate. Il contratto è stato firmato ieri dopo che sabato era terminata con una valutazione positiva la due diligence elaborata dagli advisor Pwc, Chiomenti, Mediobanca e Rothschild, che hanno confermato la necessità di una dote per coprire i costi straordinari legati allo scioglimento degli accordi di Carige con Ibm, Amissima, Hdi, Creditis e Gardant e alle ulteriori rettifiche di valore sui crediti e sul real estate. Carige era invece assistita dallo studio legale Gop, mentre Kpmg ha affiancato il Fitd.

I tempi dell’operazione sono serrati: entro giugno l’acquisizione va perfezionata (closing) per consentire a Bper di usufruire di 370 milioni di benefici fiscali netti, sotto forma di Dta. Con l’acquisizione dell’80% dal Fitd, scatterà — si stima entro la fine dell’estate — l’opa sul restante 20%, compresa la quota dell’8% in mano a Cassa Centrale Banca, a 0,80 euro. Ieri il titolo Carige è salito del 2,64% a 0,793 euro, a ridosso del prezzo dell’opa. Pesante invece Bper, -4,1% al pari degli altri bancari in una giornata di vendite generalizzate.

La costruzione di un vero polo bancario nazionale da parte di Bper — che l’anno scorso ha rilevato 630 filiali ex Ubi — prosegue con decisione, su spinta del socio di riferimento Unipol (al 19%). Nella nota di ieri Bper evidenzia proprio la «forte valenza strategica ed industriale» dell’acquisizione, che consentirà al gruppo «di crescere in territori ad oggi limitatamente presidiati, consolidando il proprio posizionamento competitivo e rafforzando la prospettiva di creazione di valore per i propri stakeholder».

Gli occhi del mercato sono ora puntati al piano industriale, anche di espansione, che Montani presenterà tra maggio e giugno. Nel frattempo ci potrebbe essere un ulteriore rafforzamento di Unipol nella ex Popolare di Sondrio, di cui la compagnia assicurativa guidata da Carlo Cimbri ha il 9,5%. Unipol potrebbe salire nel capitale fino al 20%, seguendo lo stesso schema applicato su Bper. Proprio Sondrio potrebbe essere la prossima preda di Montani.

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